Il pianista Lucchesini e I Solisti Aquilani in concerto con Beethoven e ‹ajkovskij

21 Maggio 2024

L’AQUILA. Andrea Lucchesini, uno dei nomi più fulgidi del pianismo internazionale, sarà il protagonista del concerto di chiusura della rassegna Musica per la città, allestita nel capoluogo dai...

L’AQUILA. Andrea Lucchesini, uno dei nomi più fulgidi del pianismo internazionale, sarà il protagonista del concerto di chiusura della rassegna Musica per la città, allestita nel capoluogo dai Solisti Aquilani, direzione artistica di Maurizio Cocciolito. L’appuntamento è per oggi alle 18, nell’auditorium del Parco. In programma brani il Concerto numero 1 per pianoforte e orchestra in do maggiore opera 15 (versione per archi di Vinzenz Lachner) di Ludwig van Beethoven e la Serenata in do maggiore per archi opera 48 di Pëtr Il’i› ‹ajkovskij. «Il Concerto opera 15 è dalla sua enunciazione, fatta di scale, arpeggi e accordi perfetti, un po’ la rappresentazione emblematica del Beethoven giovanile», spiega Carla Di Lena nelle note di sala. Un Beethoven «in abito da cerimonia, e da cerimonia un poco militaresca» come scrive efficacemente il musicologo Giorgio Pestelli, e con una gran voglia di sgranare passaggi brillanti e vigorosi. Ma in questo concerto c’è anche molto di più. La versione cameristica dell’insieme strumentale evidenzia aspetti interessanti perché, riducendo la quantità del suono dell’insieme, rende più scarna ed evidente la struttura formale e valorizza i particolari della scrittura di entrambi i protagonisti, solisti e insieme. Con la Serenata in do maggiore opera 48 di ‹iajkovskij si entra nel grande repertorio per orchestra d’archi. L’autore la scrisse nel 1880 contemporaneamente all’Ouverture 1812. La tensione melodica che caratterizza l’intenso tema di apertura del pezzo in forma di sonatina, la soave leggerezza del valzer – brano tra i più noti di tutto il repertorio classico – la cantabilità malinconia dell’elegia, il colore suggestivo del tema russo, tutto questo è espresso con una straordinaria autenticità. A cui si unisce una scrittura magistrale che rende la Serenata tra i capolavori assoluti del repertorio per orchestra d’archi.
Andrea Lucchesini, formatosi alla grande scuola pianistica di Maria Tipo, si impone giovanissimo all’attenzione internazionale con la vittoria del concorso internazionale Dino Ciani, al Teatro alla Scala di Milano. Suona da allora in tutto il mondo con orchestre prestigiose e con i più grandi direttori, suscitando l’entusiasmo del pubblico per la combinazione tra solidità di impianto formale nelle sue esecuzioni, estrema cura del suono, raffinatezza timbrica e naturale capacità comunicativa. Appassionato camerista, collabora regolarmente con artisti di grande prestigio e in particolare con il violoncellista Mario Brunello, con il quale ha inciso l’integrale dell’opera beethoveniana, le Sonate di Brahms e composizioni di Chopin, Schumann, Schubert e Lekeu. Si dedica con passione anche all’insegnamento, nella Scuola di musica di Fiesole, che ha diretto fino al 2016.