Il presepe napoletano di Carlo di Borbone Splendore in mostra

13 Dicembre 2019

CHIETI. “Un Re, una Capitale, un Presepe”. Più che un presepe con pastorelli e pecorelle, lo storico presepe napoletano del ‘700 in mostra in questi giorni a Palazzo de' Majo a Chieti rappresenta uno...

CHIETI. “Un Re, una Capitale, un Presepe”. Più che un presepe con pastorelli e pecorelle, lo storico presepe napoletano del ‘700 in mostra in questi giorni a Palazzo de' Majo a Chieti rappresenta uno storytelling dedicato ai 25 anni di regno di Carlo di Borbone e al riflesso che ebbero sulla scenografia del presepe.
Lo spettacolare manufatto realizzato e custodito dalla Associazione presepistica napoletana offre di che restare meravigliati dalla composizione scenica del presepe e, ad un tempo, mette in luce l’importanza che ebbero le province del Regno di Napoli nella diffusione di immagini inedite del Regno di Napoli e Sicilia compresi i territori di Abruzzo Citra, Abruzzo Ultra e Contado Molise.
Cultura, tradizioni, eccellenza artigianale e spiritualità come valori condivisi nei secoli dalla comunità del Mezzogiorno: è il motivo portante dell’articolata mostra “Il presepe napoletano del ‘700 tra Illuminismo, Arcadia e valori identitari” allestita da Fondazione Banco di Napoli fino al 2 febbraio, con ingresso gratuito (per ammirare il presepe l’ingresso da Corso Marrucino 123. Orari: dal martedì al venerdì 10-13, solo su prenotazione; venerdì sabato e domenica 16-20).
Le opere in miniatura dei maestri presepisti sono affiancate dai modelli originali di abiti e strumenti musicali della tradizione abruzzese-molisana. Un esempio di scambio e integrazione artistica e culturale che ricalca lo spirito puro del presepe napoletano, in cui l’apparente disposizione disordinata di scene e figure nasconde in realtà un progetto precostituito imprescindibile, si sottolinea nelle note in premessa alla mostra curata da Vincenzo Nicolella. Durante il regno di Carlo di Borbone l’arte presepiale napoletana raggiunse il massimo splendore. Passatempo disincantato cui anche il re e la regina dedicavano il tempo libero (re Carlo si dilettava nella realizzazione delle scene, mentre la consorte Maria Amalia cuciva gli abitini dei pastori), il presepe cortese era un gioco d'élite, un espediente scenografico attraverso il quale i cortigiani e l’aristocrazia napoletana in genere, potevano far sfoggio di cultura ricchezza e potenza. Così accadeva che i possedimenti territoriali dei casati fossero riconoscibili attraverso i vestiti tipici dei pastori, soprattutto dei modelli femminili. Mentre i doni recati dai Magi al Divino Bambino, e i gioielli in miniatura di Georgiane, Samaritane, regine e principesse More, altro non fossero che l’allusione agli oggetti preziosi realmente posseduti e dimostrazione di uno status sociale consolidato. “Un Re una Capitale un Presepe” trae spunto da questa peculiarità: usare come pretesto una scena del presepe cortese, quella del corteo degli Orientali al seguito dei Magi, per raccontare iniziando da un importante intervento di politica mercantilistica, i 25 anni del regno di Carlo di Borbone durante i quali fu restituita dignità e indipendenza al Regno di Napoli, e la Capitale fu elevata al rango di città europea.
Una visita al presepe esposto a Palazzo de Mayo è in programma domenica prossima alle 17 in occasione di Nativitas Festa 2019 con il percorso “Iconae Mariane, omaggio a Le Madonnelle e Musica al Presepe”, itinerario alla scoperta delle annunciazioni e Natività nei musei cittadini, delle edicole votive dei quartieri e dei presepi delle chiese del centro storico di Chieti a cura del maestro Mario Canci e di Maria Paola Lupo, storica dell'arte. Musiche tradizionali abruzzesi dei Pifferari d'Abruzzi, con Mario Canci canto, piffero e zampogna, Giuliano Angelozzi zampogna, Giovanni Di Federico zampogna, Vincenzo Macedone canto, recitazione, percussioni. Partenza dal museo Costantino Barbella in via De Lollis, 10. Partecipazione libera.
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