Il prof Giuliani torna alla fantascienza con “Daimones – I demoni di Gordias”

CHIETI. Hanno un tratto comune i personaggi di tutta la produzione narrativa di Giancarlo Giuliani (docente di Pescara, classicista, romanziere ma anche saggista, poeta, critico e traduttore): l’amore...
CHIETI. Hanno un tratto comune i personaggi di tutta la produzione narrativa di Giancarlo Giuliani (docente di Pescara, classicista, romanziere ma anche saggista, poeta, critico e traduttore): l’amore per la conoscenza.
Probabilmente è una seduzione che gli viene dal mondo classico, greco precisamente, giacché per i greci l’amore della conoscenza – come raramente viene tradotta la parola “filosofia – non era solo un astratto precetto, era l’essenza stessa dell’uomo. E poco importa se, trasferendosi su uno scenario del futuro nel nuovo libro, di fantascienza – antico amore di Giuliani – (“Daimones – I demoni di Gordias”, Chieti 2022, Tabula Fati, Collana Sci-fi, copertina di Vincenzo Bosica, p. 153, € 12) siano qui spazi cosmici a venire abitati e animati dalla filosofia. Protagonista è Gordias, giovane genio della neuroscienza del futuro con un aspetto da teppista e un inquietante passato, ma anche con un’autentica sete di conoscenza, che lo rende smanioso di penetrare i misteri della galassia; il periferico pianetino dove vive gli va stretto, sebbene abbia in esso anche tentato di farsi conoscere come politico, ricavandone però solo delusione e cattiva fama.
Tutto sembra crollargli addosso, è pentito e in crisi, sentendo d’essersi allontanato dalla ricerca della verità, quando inaspettatamente viene convocato su Phylia, un pianeta del sistema solare orbitato anche dall’altro, sinistro pianeta Skald, in cui forze ignote sono in azione per dominare la galassia, attente a non far scoprire i loro piani. Su Phylia e poi su Skald, Gordias incontra Vanir, una gelida, impenetrabile scienziata, dalla quale è attratto sebbene una sinistra ombra paia contornarla. Vanir sa come blandire Gordias, facendo appello alla frustrata ambizione di lui; per le tecnicalità che il giovane neuroscienziato possiede, lo arruola dunque alla sua causa dandogli anche peso in essa, ma senza rivelargliene i veri fini. E qui lo scenario del libro di Giuliani, che si lascia ai lettori di scoprire, si movimenta. Il giovane scienziato dovrà fare i conti con qualcosa che non aveva capito, ma da cui – forse proprio per fascinazione dell’ignoto – si era fatto, tramite Vanir, sedurre. “Daimones” verrà presentato nl pomeriggio di oggi, alle ore 15 a Madonna delle Piane (Chieti) nell’Emeroteca del campus universitario dell’Università d’Annunzio. Con l’autore la presidente dell’associazione “360 gradi” Carmela Santulli.