Il re di Spagna premia la Carrà: «Il mio ombelico segno di libertà»

ROMA. «Il mio ombelico nudo veniva fuori da un completo studiato da un costumista della Rai. Ora non ne ricordo il nome. Ma le ragazze d’estate già giravano così, con la pancia scoperta e i...
ROMA. «Il mio ombelico nudo veniva fuori da un completo studiato da un costumista della Rai. Ora non ne ricordo il nome. Ma le ragazze d’estate già giravano così, con la pancia scoperta e i pantaloni. Io non mi sono fatta problemi a farlo vedere in tv. Ero così libera. Anche i “colpi di testa” erano il segno della libertà dalla lacca, dalle sovrastrutture, dalla rigidità. Io ero così, senza costrizioni». Raffaella Carrà non può evitare di parlare dell’ombelico scoperto che mostrò in tv, agli inizi degli anni '70, nel talk all'Auditorium Parco della Musica di Roma che fa seguito alla consegna dell'onorificenza attribuitale dal re di Spagna Felipe VII. L’artista, icona della tv in Italia come in Spagna, viene insignita dall'ambasciatore di Spagna in Italia Alfonso Dastis, assieme ad un'altra donna emblematica per i due Paesi, Lucia Bosè, dell'onorificenza di Dama al Orden del Mérito Civil. Una cerimonia seguita dunque da un talk show ricco di ospiti dalla Spagna, come la cantante Alaska, e dall'Argentina, dove «Raffaella è altrettanto amata», sottolinea le leader del gruppo musicale Tequila. A moderare l'incontro per l'Italia, una scattante Gabriella Carlucci.
Una dichiarazione di «non colpevolezza» per aver turbato il sonno degli italiani agli inizi degli anni Settanta, con quel balletto col pancino di fuori, in una tv ancora molto limitata alla censura, quella di Raffa, seduta comodamente nel salotto dell'Auditorium in smoking nero disegnato per lei da Guillermo Mariotto, direttore creativo della Gattinoni. Anche lui in sala e pronto a correre in aiuto dell’ambasciatore che non riesce ad appuntare la decorazione sul revers della giacca della Carrà. Intanto l’ironica Lucia Bosè, con i suoi capelli turchini, dopo aver preso la medaglia che casca anche a lei dopo un po’ cerca di sdrammatizzare: «Pensavo fosse un diamante, ma forse avrei preferito un prosciutto spagnolo». Poi rivolgendosi al pubblico: «Io non ho nessun merito. Solo quello di aver partorito un figlio meraviglioso come Miguel. Non sono una rivoluzionaria come Raffaella. Io ho sposato un torero e ci ho fatto tre figli». Ma la Carrà non parla di rivoluzione: «quella era fatta per la democrazia in Spagna».