Il Rito dei Serpari, Cocullo celebra le sue tradizioni

30 Aprile 2017

Domani la Festa di San Domenico Abate fra religione e antropologia L’Unesco valuta la richiesta di ingresso dell’evento nel Patrimonio dell’umanità

COCULLO. Si ripeterà domani, a Cocullo, la Festa di San Domenico Abate-Rito dei Serpari, una delle manifestazioni di cultura popolare più suggestive e conosciute d’Abruzzo. Una edizione particolare della manifestazione, quella di quest’anno, nel nome di Alfonso M. di Nola, il grande antropologo, cittadino onorario di Cocullo per la sua frequentazione del Rito, di cui ricorre il 20° anniversario della morte. Ma è anche una edizione decisiva per la candidatura del Rito a Patrimonio immateriale dell’umanità, nella lista di “Salvaguardia urgente”. Sarà infatti presente anche una delegazione del Mibact e della Commissione Italiana Unesco, con Stefania Baldinotti e Giovanni Zanfarino, per rendersi conto sul campo della consistenza dell’evento. Il convegno su Alfonso di Nola, in programma oggi, aprirà la due giorni. Nell’occasione verrà presentato anche il volume di scritti inediti dell’antropologo dal titolo “Lezioni dall’Obitorio”, curato da Emiliano Giancristofaro e Ireneo Bellotta, antropologi abruzzesi che collaborarono con di Nola durante la sua attività di ricercatore.
L’evento clou, la festa di San Domenico e Rito dei Serpari, avrà inizio, come da tradizione, alle prime luci dell’alba del 1° maggio, con l’arrivo delle compagnie dei pellegrini dai luoghi della devozione al santo benedettino; la Ciociaria (Sora, Atina, Sant’Elia Fiumerapido), dal Molise (San Pietro Avellana e Fornelli), dalla Valle Peligna e dalla parte pedemontana della provincia di Chieti (Pretoro, Villamagna e Palombaro). Tutti paesi che si sono costituiti in “rete della devozione” a sostegno della candidatura di Cocullo a patrimonio Unesco. In piazza, intanto, i serpari inizieranno il loro intenso dialogo con turisti e fedeli teso a creare un feeling particolare con le serpi innocue del territorio: cervoni, biacchi e lattarine. Le serpi di Cocullo sono una specie protetta, da quando il Comune e la pro loco hanno dato vita a un progetto specifico. Ogni esemplare è dotato di un chip, in modo che gli erpetologi (Gianpaolo Montinaro ed Ernesto Filippi) hanno modo di controllare sia le ricatture che i nuovi esemplari e determinare il ciclo di vita dei serpenti.
A mezzogiorno il momento culminante: la processione con la statua del santo inghirlandata di serpenti: il momento di tensione durante la vestizione, nella speranza che il serpente non copra, mettendosi di traverso, gli occhi della statua, il che sarebbe cattivo presagio. Se tutto andrà bene, la piazza esploderà in un applauso fragoroso e la processione, preceduta dalle autorità civili e religiose, percorrerà ogni angolo dell’angusto e piccolo paese, districandosi a malapena tra la grande folla.
Una manifestazione semplice e complessa nello stesso tempo, nella quale convergono significati di grande suggestione, conservatisi intatti nel tempo. Ed è proprio sull’autenticità e sulla necessità di conservare lo spirito antico del Rito che punta il dossier Unesco. «Insieme all’èquipe che ha redatto il dossier di candidatura abbiamo scelto», sottolinea Sandro Chiocchio, alla sua prima Festa da sindaco, «la “Lista di salvaguardia urgente” perché questa è una manifestazione che rischia di scomparire se non si arresta lo spopolamento dei nostri borghi, soprattutto dopo le conseguenze del terremoto. Una battaglia di civiltà che ci accomuna ai tanti centri dell’Appennino centrale con i quali stiamo lavorando in sinergia. Perseguiremo questo obiettivo – conclude – sicuri di dar voce a tante comunità come la nostra».
A sostegno della candidatura, nel 2016, è stata anche realizzata una raccolta firme in tutte le principali manifestazioni popolari del territorio peligno (1950 firme raccolte in poche settimane) ed è stato firmato un protocollo di intesa con comuni, associazioni, imprese e altre istituzioni. In occasione della festa cocullese, domani, i treni di lunga e breve percorrenza della tratta Roma/Pescara, grazie all’accordo con le Ferrovie dello Stato, fermeranno tutti a Cocullo come ogni anno. Oggi e domani, poi, tutti coloro che vorranno potranno visitare la mostra multimediale, la mostra erpetologia e l’archivio delle tradizioni popolari tutti ubicati in un’ala del palazzo municipale. L’ingresso è disciplinato dai componenti l’associazione intitolata proprio a di Nola. (c.s.)
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