Il ritorno dei Cascella dove tutto è iniziato

Al Museo delle Genti a Pescara espongono Tommaso e Susanna
PESCARA. I manufatti, l’arte gestuale, visionaria, colorata e misteriosa di Tommaso Cascella jr. I tessuti cuciti e dipinti a mano come tele, di Susanna Cascella. La straordinaria bottega dei Cascella torna a vivere al Museo delle Genti d’Abruzzo con una grande mostra a quattro mani, “Riannodiamo i fili” a cura di Mariano Cipollini.
Da domani 26 febbraio , inaugurazione alle 18, esposti nella grande struttura di Via delle Caserme arazzi, ceramiche, disegni messi in dialogo con le sale museali che raccontano la storia dell’uomo in Abruzzo. Una narrazione ingegnosa e mai interrotta, che con la quinta generazione dei Cascella riparte attualizzata dalla città dove tutto è cominciato, Pescara Porta Nuova. Dove il capostipite Basilio Cascella a fine Ottocento apriva il suo stabilimento litografico d’illustrazione, la sua bottega, oggi museo civico con pinacoteca, a pochi passi dal bagno borbonico sede del Museo delle Genti. Un cerchio che si chiude emblematicamente sulle originali, indipendenti, interpretazioni di Tommaso e Susanna, figli dello scultore Pietro e pronipoti di Basilio.
Ciascuno con un personale bagaglio creativo, una visione, alla ricerca della materia, secondo la migliore tradizione di famiglia. Dalla fine dell’800 in avanti la saga dei Cascella ha attraversato stili e correnti artistiche coniugando abruzzesità e temperie internazionale, narrazione del territorio e slancio innovatore. Se al patriarca Basilio si deve la rivista Grande illustrazione abruzzese nata dalle opere del Cenacolo michettiano, dello scultore Pietro Cascella, scomparso nel 2008, padre di Tommaso e Susanna, va ricordata la fontana “La Nave”, la sua scultura più famosa, a Pescara, e il monumento ai Caduti di Marcinelle a Manoppello. Tra le peculiarità della mostra “Riannodiamo i fili” balza all’attenzione il lavoro di Susanna (Roma, 1956) prima donna nella famiglia Cascella ad essere protagonista nel mondo dell’arte. «Da trent'anni lavoro con i tessuti, che uso come tele, e in questo lavorare il tatto è importante come la vista», racconta l’artista. «Esporre a Pescara è portare me stessa nei luoghi dove la prima generazione dei Cascella ha iniziato a lavorare con la materia realizzando oggetti di uso quotidiano». Progettazione, disegno, tessuto e colore recuperano la memoria del manufatto eleggendolo testimone delle esigenze umane del creare. Dall’altra il gesto estemporaneo, quasi divinatorio del fratello, Tommaso (Roma, 1951), pittore e scultore, che porta a Pescara i suoi colori, «manufatti che si fondono con la narrazione tracciata dalle sale del museo» racconta. Di Tommaso, riformulata per l’esposizione pescarese, la rievocazione delle sorgenti del Pescara, lunghezza di 6 metri e mezzo per un metro. La mostra resta allestita fino al 18 aprile. L'inaugurazione di domani sarà seguita da una cena di gala nella sala Favetta, alla quale saranno presenti gli artisti. «Donando una loro opera ai partecipanti», sottolinea il presidente della Fondazione Genti d'Abruzzo, Emilio Della Cagna, «Tommaso e Susanna Cascella sosterranno i progetti della Fondazione. Un’iniziativa che vuole rinsaldare, proprio nel nome dei Cascella, il legame storico dei musei civici con Pescara. È il primo grande evento di quest’anno, che segna la ripresa complessiva dell’attività della nostra Fondazione dopo l’emergenza sanitaria, e il rilancio dell’immagine culturale della città anche in vista della stagione turistica». «Tommaso e Susanna Cascella», scrive il curatore della mostra Cipollini, «oltre ad essere artisti di talento con personalità forti e distinguibili, sono la prova vivente della loro unicità, in quanto esponenti di una dinastia più che centenaria di artisti provenienti dalla stessa famiglia. Da ben cinque generazioni i Cascella riescono a tenere vivo il concetto quattrocentesco di bottega d’arte conservando, al suo interno, sia i valori fondanti della tradizione che le trasformazioni interpretative».
«La mostra al Museo delle Genti», aggiunge la direttrice Letizia Lizza, «raccoglie in un’unica cornice due strutture culturali che rappresentano il cuore di Pescara, il museo civico “Basilio Cascella” e il Museo delle Genti d’Abruzzo incarnano la storia cittadina più autentica traendo origine da gesti e oggetti che raccontano frammenti di vita quotidiana».