Il Seicento in Abruzzo in un catalogo tutti i tesori riscoperti

1 Dicembre 2014

Esce il volume con i quadri della mostra “Oltre Caravaggio” di nuovo in esposizione nell’Abbazia di S.Spirito al Morrone

di Giorgio D’Orazio

Si è fatto attendere ma ne è valsa la pena. Dopo una gestazione di due anni il catalogo della mostra “Oltre Caravaggio. Pittura del Seicento in Abruzzo tra Roma e Napoli”, è stato appena presentato nel cuore della città partenopea, a Palazzo Zevallos Stigliano, dove tra l'altro è allestita la mostra “Tanzio da Varallo incontra Caravaggio. Pittura a Napoli nel primo Seicento” aperta fino all’11 gennaio 2015 per ammirare “Il martirio di Sant’Orsola” dell'ultimo Caravaggio, in esposizione permanente, tornato nel Palazzo di Via Toledo dopo 500 anni, e poi le 29 opere del pittore Tanzio che a Napoli rimase abbagliato dai fasci di luce del Caravaggio.

Il catalogo “Oltre Caravaggio” arriva invece a coronamento dell'iter espositivo dell'omonima mostra in diversi luoghi d'Abruzzo e presenta oggi in pubblicazione un focus storico e critico su un periodo della Storia dell'arte in Abruzzo che molto spazio ha dato per ulteriori indagini e scoperte. Perché è un Seicento oscuro quello dell’arte abruzzese, come ricorda questa operazione culturale, liquidato nel 1938 da Enzo Carli con «miserrime e faticose tele» e smantellato, nelle sue sovrastrutture barocche, dall’allora Soprintendente Mario Moretti negli anni '70.

Eppure, secondo Lucia Arbace, soprintendente per i Beni storici artistici ed etnoantropologici dell’Abruzzo, curatrice della mostra e del catalogo, è sfuggita una luce caravaggesca in questo itinerario obbligato tra Roma, Firenze e Napoli, che si è allungata sulla dorsale appenninica e ha stupito, fra la polvere dei crolli, la sua ricerca. Ed è nel settembre del 2009 che la Arbace, nel buio del deposito del Museo nazionale d’Abruzzo all’Aquila, ha individuato la grande tela di Massimo Stanzione del Cristo Benedicente. Un apripista per il successivo lavoro di catalogazione sistematica dei più significativi dipinti del Seicento appartenenti al Museo e non solo, anzi appartenenti sopratutto a due storiche, ricche e blasonate collezioni aquilane, la  Dragonetti de Torres e la Cappelli, con opere in gran parte inedite o poco note, sottoposte a restauro in anni recenti e mai esposte al pubblico prima dell'inaugurazione di “Oltre Caravaggio”. Una mostra, proposta a Lanciano e Sulmona nel 2013, che sarà riaperta in occasione dell'uscita del volume per un mese, in edizione ampliata, all'Abbazia di Santo Spirito al Morrone, dal 13 dicembre prossimo e fino al 13 gennaio 2015.

Il catalogo ordina i recentissimi studi sulla pittura seicentesca abruzzese inquadrata tra interscambi e rimandi con i riferimenti artistici delle capitali della pittura di allora più prossime all'Abruzzo, perché se collocare la nostra regione tra Roma e Napoli «può apparire come un paradosso geografico, non lo è affatto sotto il profilo politico e culturale», come nota Francesco Scoppola, direttore regionale ad interim per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo, nella presentazione al volume, strutturato dai saggi “La pittura del Seicento in Abruzzo. Oltre Caravaggio”, a firma della curatrice Arbace, e “Pittura del Seicento all’Aquila: contesti di provenienza laici ed ecclesiastici”, di Marta Vittorini, da 45 schede di 16 autori e da un'appendice documentaria, curata da Mauro Congeduti, Francesca di Giannantonio, Maddalena Piccari e Marta Vittorini, con numerosi contributi, dagli inventari alla corrispondenza fino agli elenchi delle opere della chiesa di San Domenico all’Aquila e della donazione Cappelli, per la prima volta pubblicata integralmente.

Una produzione libraria della Soprintendenza Bsae dell'Abruzzo, con eloquenti fotografie delle opere a cura di Gino Di Paolo e bibliografia curata da Elena Ragonese, che rivela un barocco troppo a lungo negato, come spiega la curatrice: i visi popolani, le zampogne, i pastori nei tipici costumi abruzzesi, la realtà antropologica da una parte, le Madonne, i Santi e le ritualità dall’altra, la luce e l’oblio di una geografia pittorica in questa terra, la più settentrionale del Regno delle due Sicilie, attraversata come un corridoio dalle grandi vie commerciali e culturali che da sempre si legano alle bellezze artistiche del territorio.

«È stata una gestazione lenta e complicata quella del catalogo “Oltre Caravaggio”», osserva Lucia Arbace, «ma sono orgogliosa di questo ulteriore contributo alla conoscenza di una pagina ancora in penombra della storia artistica dell'Abruzzo, reso possibile dalla collaborazione di molti studiosi, tra cui mi preme ringraziare Franco Battistella, Viviana Farina, Riccardo Lattuada, Giuseppe Porzio e Giovanni Villano».

«Spero che», conclude la soprintendente, «questo catalogo possa fungere da stimolo per ricerche ancora più approfondite, a supporto del definitivo decollo dell’Abruzzo nella considerazione di tutti, una terra in cui la natura dialoga splendidamente con l’arte».

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