Il sisma emiliano nel film di Cassini regista abruzzese

TERAMO. Sette anni fa il terremoto a L'Aquila. E a maggio saranno cinque anni dal sisma dell'Emilia. Due territori ugualmente colpiti da morte e distruzione, dolore e paura, ansia per il futuro....
TERAMO. Sette anni fa il terremoto a L'Aquila. E a maggio saranno cinque anni dal sisma dell'Emilia. Due territori ugualmente colpiti da morte e distruzione, dolore e paura, ansia per il futuro. Sentimenti che rivivono nel film “La notte non fa più paura”, sorta di ideale affratellamento tra le due terre. Il lungometraggio, che racconta il terremoto emiliano del 2012, è infatti l'opera prima dell'attore-regista Marco Cassini, che da abruzzese (è nato a Teramo) ben conosce il dramma che ha voluto narrare nel suo film d'esordio.
“La notte non fa più paura” verrà proiettato a Teramo dopodomani, venerdì 8 aprile, nella multisala Smeraldo (ore 21), ma già ha avuto ottimi riscontri nell'affollata anteprima riservata agli studenti il 26 febbraio al cinema Boldini di Ferrara, nonché in occasione della proiezione all'Istituto italiano di cultura a Bruxelles. Inoltre il film è stato selezionato per la sezione competitiva dell'autorevole festival Valdarno Cinema Fedic, in programma ai primi di maggio. Alla proiezione teramana saranno presenti con Marco Cassini gli attori Walter Cordopatri e Stefano Muroni, il giornalista de La Nuova Ferrara Samuele Govoni, che ha contribuito alla sceneggiatura scritta da Cassini con Muroni e Cordopatri, la produttrice esecutiva Ilaria Battistella, e la produttrice del film Maria Rita Storti, un'insegnante di liceo che, vestendo i panni della mecenate, ha messo a disposizione di tasca sua 20mila euro. Il resto dei costi è stato coperto dalla Provincia di Ferrara e da una campagna di crowdfounding.
Girato nel settembre 2014 in appena dieci giorni, “La notte non fa più paura” ripercorre attraverso lo sguardo di una bambina la tragedia del sisma emiliano, due scosse violente, il 20 e il 29 maggio, con 27 morti, soprattutto dipendenti rientrati nelle aziende dopo il primo terremoto, danni ingenti ad abitazioni, a monumenti, a tutto il comparto industriale. Protagonisti del lungometraggio, ambientato in un paesino del Ferrarese, Giulio (Cordopatri) e Leonardo (Muroni), costretti come tanti giovani a fare i conti con la precarietà lavorativa e la conseguente incertezza del futuro.
Ad aggravare la situazione arriva il terremoto. Nel cast anche un attore importante, Giorgio Colangeli (Franco, il padre di Leonardo), interprete di primo piano di tanti film e fiction televisive. Se “La notte non fa più paura” è finalmente arrivato in sala il merito va alla caparbietà del giovane e coraggioso cast artistico/tecnico, legato da un'amicizia nata a Roma nelle aule del Centro sperimentale di cinematografia, in cui si sono diplomati Cassini, Muroni e il direttore della fotografia Sandro Chessa.
«L'idea del film si deve a Stefano Muroni e Samuele Govoni, che inizialmente avevano in mente un cortometraggio», spiega Cassini. «Una sera a cena Stefano, che è ferrarese, mi chiese con le lacrime agli occhi come fosse stato il sisma a L'Aquila. Dalle nostre parole commosse sono uscite fuori le stesse paure, le stesse attese. Con lui e Samuele abbiamo buttato giù in due ore il soggetto e il trattamento del film. E soprattutto abbiamo parlato con le famiglie delle vittime». «Il terremoto è un dramma che noi abruzzesi conosciamo bene purtroppo. La sofferenza è stata tanta e ancora adesso, come in Emilia, la ferita è aperta», aggiunge il cineasta teramano, che sarà tra i protagonisti del nuovo film di Antonio Capuano. «Si fa cinema per raccontare storie che possano emozionare, che abbiano un'etica, con personaggi veri e non scontati. Realizzare questo film mi sembrava il modo migliore per ricordare le vittime del terremoto. Penso che la memoria sia importante. Io ho fatto questa operazione in punta di piedi, avvicinandomi al comitato Emilia Vite Scosse, ascoltando il dolore dei familiari delle vittime. E, nonostante il tema, il film ha un finale profondo e positivo, che ci fa sperare in un futuro migliore».
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