Il sogno americano di nonno Ciriaco sboccia a Pianella

Nata nel 1927 la Società Agricola Chiarieri è pioniera in Abruzzo di spumanti con vini locali
PIANELLA. Da ogni viaggio si torna arricchiti di qualcosa. Ma Ciriaco Chiarieri non poteva forse immaginare, quando lasciò diciannovenne Pianella per gli Stati Uniti d'America, di tornarsene al paese con un'impresa in testa e in tasca le sostanze economiche sufficienti, guadagnate oltreoceano, per realizzarla.
Correva l'anno 1927 e mentre nasceva la provincia di Pescara in uno dei comuni di quella provincia, Pianella, nasceva la Società Agricola Chiarieri.
Un'azienda agricola a conduzione familiare che Giovanni, figlio di Ciariaco, volle solida e seria, come ripeteva, soprattutto capace di inseguire la notorietà specializzandosi nella produzione viticola, anche se ai tempi dello sfuso quel vino non riusciva ancora ad emergere.
C'è voluta la terza generazione, quella di Ciriaco, per aggiustare il tiro, creare un marchio e puntare tutto sul vino in bottiglia, negli anni '80. Il concetto di territorio iniziava allora ad imporsi nelle cantine e nel 1989 Chiarieri è stata la prima azienda in Abruzzo a spumantizzare, nuove prospettive per le uve locali fino ad allora affidate a terzi fuori regione per questa lavorazione.
Oggi i figli di Ciriaco, Francesco e Giovanna, quarta generazione in vigna e in cantina, raccontano il territorio con le loro etichette, come nel caso del Cerasuolo d'Abruzzo “Granaro” che è un omaggio a Pianella, al luogo in cui nasce questo vino e in cui ha sede l'azienda.
«Sono sicuro di aver ereditato da mio padre una vera passione per il lavoro che svolgiamo da sempre», anticipa Francesco Chiarieri, «e credo di essere diventato vignaiolo proprio per questo».
Lei vive a Pianella, un centro antico del Pescarese, com'è questo borgo?
«Trovo il centro storico di Pianella davvero suggestivo, con edifici di pregio che testimoniano un passato glorioso di questo paese. Un borgo che ancora oggi conserva alcune curiosità da visitare. A me piace particolarmente il vecchio frantoio ristrutturato dall'amministrazione comunale attuale ed accessibile a tutti per una visita. E poi c'è la chiesa di Santa Maria Maggiore, che risale all'epoca dei monaci benedettini, un periodo fiorente per Pianella, anche per il vino. La storia racconta infatti di contadini che, già nel Medioevo, si dedicavano alla viticoltura grazie ai beni ecclesiastici che avevano in uso».
Da allora, insomma, il rapporto tra Pianella e la vigna è molto stretto. Perché qui viene bene il vino?
«Come direbbe mio padre, a Pianella il vino viene buono perché è un paese baciato da Dio. Esposizione, composizione, tessitura del terreno sono tali da garantire il massimo per la viticoltura, ma anche per l'olivicoltura. Una componente da non sottovalutare è la vicinanza al mare, aspetto essenziale per il clima del territorio, e perché no anche la dedizione dei viticoltori».
Oltre al vino, Pianella avrà un'ottima gastronomia, qual è il piatto principe?
«A mio parere "sagn'e'faciule", un primo piatto tipico di queste parti, ma ci sono anche gli arrosticini».
Dove lo si può assaggiare?
«Nel centro del borgo, credo non possa mancare una sosta al ristorante Officina del Talento, i proprietari hanno la capacità di variare continuamente i piatti proposti, abbinando ogni volta vini diversi».
A Pianella, e a sagne e fagioli perché no, lei abbinerebbe anzitutto il "Granaro".
«Perché questo Cerasuolo appartiene alla prima linea nata in azienda con un'etichetta reale, ancora oggi lo manteniamo invariato proprio per non dimenticare le nostre origini, per riportare sempre anche la nostra immagine a questo territorio dove tutto ha avuto inizio, a Contrada Granaro appunto, una zona che prese il nome da un vecchio granaio. È un vino che rispecchia molto la nostra tradizione, di facile beva, che va consumato d'annata».
E se in questa annata volessimo visitare Pianella, dove ci consiglierebbe di sostare?
«Senz'altro nel borgo, al B&B Antica Pianella, oppure in un agriturismo molto accogliente, La Perla del 700, che si trova nella piccola frazione di Castellana.
Perché dal borgo ai dintorni Pianella riesce ad offrire dei panorami stupendi e dei sapori unici. E non parlo soltanto di vino!».
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