Il sogno del Cenacolo Michettiano nel recital di Cavuti con Siravo

FRANCAVILLA AL MARE. “Un Atelier culturale: il Cenacolo Michettiano” è il titolo del recital teatral-musicale ideato e diretto dal compositore e autore Davide Cavuti con la partecipazione dell’attore...
FRANCAVILLA AL MARE. “Un Atelier culturale: il Cenacolo Michettiano” è il titolo del recital teatral-musicale ideato e diretto dal compositore e autore Davide Cavuti con la partecipazione dell’attore Edoardo Siravo che si terrà terrà domani, 4 giugno alle ore 21, al Museo Michetti di Francavilla (ingresso libero)organizzato dal Comune all’intero delle manifestazioni legate alla mostra “Nella gioia del sole”.
Accanto all’attore cinematografico e teatrale Siravo, ci sarà la studiosa e ricercatrice Franca Minnucci, mentre le musiche saranno eseguite da Gianluigi Fiordaliso al violoncello e da Andrea Castelfranato alla chitarra. L’iniziativa, nata in collaborazione con la Stagione dei Concerti e del TeatroFrancesco Paolo Michetti diretta dal maestro Cavuti, chiude la settimana dedicata all’evento “Nella gioia del sole. Michetti e il cenacolo di Francavilla”, manifestazione nata nell’ambito dell’Open Day Summer organizzato dalla Regione Abruzzo. “Un Atelier culturale: il Cenacolo Michettiano” è andato in scena per la prima volta nel 2003 a Budapest, all’interno della prestigiosa stagione di concerti ungherese: è un omaggio che il compositore francavillese Cavuti ha realizzato per i tre grandi figli dell’Abruzzo, Francesco Paolo Michetti, Gabriele D’Annunzio e Francesco Paolo Tosti.
«Ho voluto rendere omaggio alla mia città, Francavilla al Mare, che a fine Ottocento respirava cultura e riuniva i più grandi artisti del tempo», riferisce una nota del direttore artistico Cavuti. «Era il Convento di Michetti, un’oasi di vita: voci, rime, suoni, colori e tanto sentimento».
I momenti musicali che determinano tutta l’atmosfera del recital-concerto creano dei quadri in cui il testo di Cavuti trae forma e colore. Il sogno del Cenacolo, “Quei bei giorni di Francavilla, quando il culto dell’arte ci univa” nel primo quadro: si inizierà con le note di Sogno, de ‘A Vucchella (straordinario connubio tra il Vate e Tosti) e per completare l’omaggio all’artista ortonese, Malia, scritto proprio nella amata Francavilla. L’Intermezzo dalla Cavalleria Rusticana di Mascagni, che apre il secondo quadro, vuole ricordare il rapporto artistico tra l’autore livornese e D’Annunzio. Il viaggio nel mondo del Cenacolo michettiano porterà, con il quadro numero tre, idealmente a Napoli, città in cui tutti e tre gli artisti vissero. Il quarto e ultimo quadro è un omaggio all’opera “La Figlia di Jorio” con l’interpretazione di due brani tratti dalla tragedia pastorale del Vate che debuttò al Teatro Lirico di Milano il 2 marzo 1904 con la compagnia teatrale di Virgilio Talli.