Il soldato-artista e quella prigionia nascosta

14 Marzo 2019

Al Fenaroli di Lanciano la campagna di Russia dello scultore abruzzese Di Renzo nel recital “Dove sono andati tutti i fiori?”

LANCIANO. Non è una storia dimenticata, ma sicuramente da conoscere meglio quella della tragedia degli italiani nella campagna di Russia della Seconda guerra mondiale.
Gianna Di Donato la racconta questa sera alle 21 al teatro Fenaroli di Lanciano con uno spettacolo che ripercorre le vicende dello scultore abruzzese Pasquale Di Renzo, caporale fatto prigioniero sul fronte orientale, e rientrato in Italia dopo la prigionia in un campo di lavoro. “Dove sono andati tutti i fiori?” è il titolo dello spettacolo, che viene dalla canzone popolare ucraina “Koloda Duda” citata nel romanzo “Il placido Don” di Michail Sholochov, e rielaborata dal cantautore pacifista statunitense Pete Seeger con il titolo “Where have all the flowers gone”.
La pièce di Di Donato apre la rassegna “Teatro della memoria” inserito nel cartellone del Fenaroli (le altre date sono in programma sabato 6 aprile e venerdì 10 maggio), e la sua genesi è già una storia nella storia, quasi uno spettacolo nello spettacolo.
Il maestro Di Renzo, nato a Chieti nel 1921 e morto a Lanciano nel 1967, era infatti il padre di Filomena Di Renzo, architetto ed ex presidente della Scuola civica di musica di Lanciano. Durante un colloquio tra lei e Di Donato, che le chiedeva consigli per un progetto musicale, viene fuori casualmente l’esperienza in Russia di Di Renzo padre, venuto a mancare quando lei era piccola e che la figlia poco conosceva: le restavano i racconti della madre Maria D’Autilio e poche cartoline, che tramite la Croce rossa erano state spedite in Italia. La storia stuzzica la passione di Gianna Di Donato per la ricerca e la riscoperta della memoria, e da qui inizia un lavoro certosino sull’ex caporale, che tra l’altro è stato scultore di un certo livello: in Abruzzo ha realizzato vari monumenti ai Caduti, tra i quali il sacrario militare di Chieti. Già artista di “buona mano” in gioventù, dopo la guerra Di Renzo studia all’Accademia delle belle arti di Firenze e, tornato in Abruzzo, diventa insegnante all’Umberto I di Lanciano.
Le sue vicende militari, pressoché sconosciute agli stessi famigliari, vengono invece alla luce grazie alle ricerche che Gianna Di Donato ha condotto per circa due anni. L’Archivio storico dello Stato Maggiore ad esempio ha permesso di ricostruire gli spostamenti militari; dagli archivi russi è venuta fuori la frequentazione della scuola di antifascismo nel campo di internamento sovietico; il nome di Di Renzo compare negli archivi del Vaticano che conservano gli elenchi dei prigionieri che venivano diffusi alla radio, o nei documenti dei carabinieri che, agli albori della Guerra fredda, controllavano le potenziali spie sovietiche.
Dall’archivio storico della Cgil sono poi venuti fuori disegni fatti durante la prigionia, mentre una lettera di un ex commilitone, scoperta casualmente nella casa di famiglia, ha permesso di ricostruire la cattura di Di Renzo da parte dell’esercito sovietico. Da questo appassionato lavoro di ricerca storica, tra l’altro apprezzato da Maria Teresa Giusti, docente della D’Annunzio e riconosciuta esperta del tema, è venuto fuori il lavoro teatrale che vede la Di Donato protagonista. Lo spettacolo è stato rappresentato per la prima volta nel 2014, ed è un monologo che ripercorre le vicende del fronte attraverso gli occhi dell’artista abruzzese prestato alle armi, tra la cattura e la prigionia nel campo di lavoro.
Lo spettatore viene accompagnato nel viaggio fisico ed emotivo del soldato, in un canto poetico e struggente dedicato alla gioventù di ogni tempo, in questo caso “persa” in una pagina di storia quasi dimenticata. Sulla scena ci sono i cimeli di guerra della collezione di Ugo Falcone e Santino Ucci, mentre sullo sfondo scorrono immagini delle opere di Di Renzo fotografate da Rino D’Ulisse, oltre a mappe e foto d’epoca della campagna di Russia. La regia è affidata a Eva Martelli; di luci e fonica si occupa Attilio Martelli; la selezione musicale che accompagna lo spettacolo è di Armando Minutolo. Il biglietto per assistere a “Dove sono andati tutti i fiori?” costa 10 euro; si può acquistare fino a oggi pomeriggio nella libreria Barbati di via degli Abruzzi 15 a Lanciano (0872.713252), o direttamente al botteghino del teatro da due ore prima dello spettacolo.
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