Il Sulmona Film Festival premia i cineasti di domani

13 Novembre 2017

SULMONA. Si è conclusa ieri sera, con la cerimonia di premiazione, la 35ª edizione del Sulmona International Film Festival, concorso internazionale di cortometraggi, nuova “versione” del...

SULMONA. Si è conclusa ieri sera, con la cerimonia di premiazione, la 35ª edizione del Sulmona International Film Festival, concorso internazionale di cortometraggi, nuova “versione” del Sulmonacinema Film Festival.
A selezionare film, attori e registi vincitori di questa rinnovata edizione del concorso degli “short film” è stata una giuria composta dai critici cinematografici under 35 Valentina Ariete, Elisa Cuter, Attilio Palmieri, Rosario Sparti e Davide Stanzione. Il premio più prestigioso, quello per il Miglior cortometraggio internazionale, è stato assegnato a “Into tre Blue” di Antoneta Alamat Kusijanovic, per «la capacità di creare un’atmosfera avvolgente, in grado di immergere lo spettatore in un racconto lieve eppure intenso».
Questo corto ha ricevuto importanti riconoscimenti anche al 67° Festival del Cinema di Berlino. «Siamo contenti di essere giunti a questa serata finale e a questa edizione del festival», ha salutato il pubblico Marco Maiorano, presidente dell’associazione Sulmonacinema, che organizza la rassegna, «un traguardo importante, testimonianza del nostro impegno per portare proposte culturali dedicate alla settima arte in questa città. Il festival vuole essere anche uno strumento di promozione del nostro territorio».
Ecco i premiati. Come Best National Short Film è stato scelto “A casa mia”, del regista sassarese Mario Piredda, già premiato con il David di Donatello come Miglior cortometraggio italiano, «per la maturità di uno sguardo che fonde registri e immaginari diversi ed eterogenei, raccontando il territorio in maniera insolita e mai banale». Best Documentary “Cosa faccio nella vita?”, di Manuel De Pandis, Fabio Fusillo, Giovanni Sfarra, registi e studenti della Scuola nazionale di Cinema, dipartimento Abruzzo. Miglior regista Raymund Ribay Gutierrez per “Imago”, già selezionato nella sezione Short Film Competition di Cannes, «per l’originalità con cui l’autore raccoglie l’eredità del maestro filippino Brillante Mendoza, affermandosi allo stesso tempo come una voce di grande personalità e coraggio». Miglior sceneggiatura a Elad J Primo e il suo “ Domesticated Wolf”, «per la precisione millimetrica con cui l’autore riesce a rappresentare il conflitto personale del protagonista e il rapporto padre figlia». Per la fotografia, la giuria è stata conquistata da Constanze Schmitt con “A Gentle Night”, «per il magnetismo e la matericità delle immagini». Miglior editing Iulia Andriuta con “The Idiot”, «per l’abilità nel costruire il ritmo e la tensione in totale e perfetta sintonia con lo sviluppo della narrazione».
Miglior attore Chiz Schultz per “Head Above Water”, miglior attrice Jessica Barden per “Sweet Maddie Stone”, che hanno dato vita a prove intense e grintose. La giuria ha attribuito un premio speciale a “Calamity” di Maxime Feyers e Séverine De Streyker, per «la cura formale di ogni aspetto della sua realizzazione, attraverso cui offre una riflessione sulla forza eversiva dell’identità queer e sul suo impatto sul nucleo familiare».Tra le novità di quest’anno il premio per l’animazione, attribuito a Robin Hays e Andy Poon per “Post no bills”, «per la capacità di fondere con maestria le tecniche di animazione 2d e 3d in una storia di profonda originalità e di grande impatto visivo».
Il premio per la miglior colonna sonora intitolato a Gabrielle Lucantonio assegnato al musicista teramano Enrico Melozzi per “Penalty” e il premio Best Music Video a “Can you decide” di Lu Pulici dalla giuria specializzata composta dal cantautore Roberto Angelini, dal saggista e scrittore Andrea Del Castello, e dalla cantautrice Michelle Leonard. Anche gli studenti degli istituti d’istruzione superiore di Sulmona hanno scelto il loro Premio Sulmona International Film Festival, andato a “Candie boy” di Arianna Del Grosso, corto ben interpretato, divertente, che riflette su fragilità dei rapporti familiari, pregiudizi sull’orientamento sessuale, spontaneità del mondo dell’infanzia.