«Il tg di Rete8 è nel film perché lo vedo spesso»

23 Marzo 2024

PESCASSEROLI. L'emittente televisiva Rete8 fa il suo debutto al cinema, con una partecipazione nel film di Riccardo Milani, Un mondo a parte. Rete8 è infatti presente nel film con una scena in cui il...

PESCASSEROLI. L'emittente televisiva Rete8 fa il suo debutto al cinema, con una partecipazione nel film di Riccardo Milani, Un mondo a parte. Rete8 è infatti presente nel film con una scena in cui il protagonista Antonio Albanese ascolta il notiziario dell’emittente abruzzese. La scena racconta l'arrivo dei bambini ucraini arrivati in Abruzzo dopo la fuga dalla barbarie della guerra. Durante la presentazione del film a Pescasseroli, il regista ha scambiato due battute per commentare questa collaborazione.
Riccardo Milani, per Rete8 è un grande onore essere stati scelti per una scena del film che identifica l’informazione in Abruzzo.
«Sì, sono felice di averlo fatto, essendo una rete che quando sono qui vedo spesso e volentieri, mi fa molto piacere ed è un grande onore anche per me».
Un mondo a parte, un film che racchiude il nostro Abruzzo più bello, una terra fantastica.
«Sì, un territorio meraviglioso e non privo di contraddizioni come giusto che sia, un territorio che conosco molto bene, in cui sono cresciuto ed in cui mi sono formato. Penso che sia un modello interessante di riferimento a cui guardare con interesse, soprattutto qua dove il territorio ha una grande ricchezza. Ci sono segnali di cambiamento, un'inversione di tendenza e questo ovviamente fa molto piacere».
L’importanza della scuola, un ruolo fondamentale?
«Sì, lo ha in tutta la società italiana e in tutte le società in generale, insieme alla sanità e alla cultura sono pilastri su cui poggiare e investire. È un momento complicato per la scuola, un momento difficile, un momento in cui l’autorevolezza anche degli insegnanti è andata un po’ svanendo, invece credo che sia un mestiere a cui guardare con tanta attenzione e grande rispetto. Gli insegnanti di questi territori fanno anche cento chilometri al giorno e lo fanno in tutte le condizioni atmosferiche possibili, quindi è un modello da guardare appunto con grande attenzione, rispetto e ammirazione».
Il vero reato è chiudere una scuola?
«Sì, è così. Dice anche un'altra cosa interessante il personaggio di Virginia Raffaele, che a un certo punto del film afferma: “Ci stiamo abituando a perdere tutto, ci siamo abituati al peggio”. Abituarsi al peggio è una delle la cose più brutte che un essere umano possa fare, penso che sia così, questo in generale nel nostro Paese. Ecco, abituarsi troppo alle cose più brutte credo ci stia facendo male».
L'epilogo del film è un segno di speranza?
«Un segnale forte che arriva da questi territori e per questo ho pensato di raccontarlo».
Antonio D’Ottavio