Il tour nei teatri di Baglioni raddoppia le date in Abruzzo

22 Gennaio 2022

Per “Dodici Note Solo” alla tappa ad Avezzano si aggiunge la nuova a Pescara L’artista: «Dopo il doloroso silenzio ritroviamo il senso dello stare insieme» 

PESCARA. «La musica, il più potente social network dell’umanità, aiuta a ritrovarsi e unirsi, e a rendere il futuro una casa bella, luminosa, aperta e finalmente degna di essere abitata. Rianimare le nostre vite con la musica, dopo il lungo, difficile e doloroso silenzio imposto dalla pandemia significa ritrovare noi stessi, il senso del nostro cammino e dello stare insieme». Con queste parole Claudio Baglioni ha sintetizzato il proprio pensiero sul ritorno della musica dal vivo, in generale e per sé come artista e uomo, su quel che vuol dire per lui tornare sul palco.
Il cantautore romano le ha pronunciate nel presentare il suo nuovo tour nei teatri, “Dodici Note Solo”, che partirà lunedì, 24 gennaio da uno dei palcoscenici più importanti d’Europa, quello dell’Opera di Roma per poi attreversare l’Italia con 60 date nei teatri lirici e di tradizione più prestigiosi del Paese. E le tappe in Abruzzo raddoppiano. A quella già annunciata di Avezzano, il 17 marzo al Dei Marsi , se ne aggiunge un’altra più ravvicinate, a Pescara, al cineteatro Massimo il 12 febbraio alle ore 21.
Dunque dopo “Assolo”, “InCanto” e “DieciDita”, ovvero gli ultimi live dell’autore di “Strada facendo” ecco un nuovo, diverso, concerto. “Dodici Note Solo” vuole essere un nuovo percorso d’arte nell’arte, e vedrà sul palco Claudio Baglioni – voce, pianoforte e altri strumenti – protagonista insieme alle composizioni più preziose del suo straordinario repertorio, di un affascinante racconto in musica, suoni e parole. “Dodici Note Solo” segnerà il grande ritorno della musica dal vivo, la prima vera tournée nei teatri, un punto di inizio, un importante segnale di ripartenza, per tornare ad ascoltare, vivere e respirare l’emozione di un concerto.
«Le dodici note», ha aggiunto Baglioni nel suo incontro con la stampa, «l’alfabeto del più universale, profondo e poetico dei linguaggi, costituiscono la chiave per comprendere noi stessi, gli altri e rendere il futuro una casa bella, luminosa, aperta e finalmente degna di essere abitata».
E ha aggiuto ancora: «Aveva ragione quel filosofo che sosteneva che la vita, senza musica, sarebbe un errore. La ripartenza del nostro Paese, allora, significa anche rimediare a questo “errore”, ritrovarsi e ritrovarci, grazie all’energia del più potente social network della storia dell’umanità: la musica».
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