Il Tsa in serie A D’Alatri: adesso ci divertiamo...

Il ministero ha incluso il Teatro stabile d’Abruzzo fra quelli di rilevante interesse culturale
L’AQUILA. Un teatro radicato sul territorio, che della sinergia con tante piccole realtà culturali farà il suo punto di forza. Presupposto essenziale, che ha regalato al Tsa, il Teatro stabile d'Abruzzo, l'ingresso, a pieno titolo, nel novero dei Tric, i Teatri di rilevante interesse culturale. In 19 in tutta l’Italia hanno superato l'esame (si legga il box qui a fianco), tra questi il Tsa, sotto la guida di Ezio Rainaldi e la direzione artistica del regista Alessandro D'Alatri. Proprio a D'Alatri, vero innovatore del progetto di rilancio dello Stabile abruzzese si deve il piano di programmazione triennale che ha proiettato il Tsa tra i teatri d'elite.
«Una bella sfida, frutto di un lavoro di squadra», dice D'Alatri, che guarda ad un Tsa «innovativo, aperto alle realtà locali, culturalmente più completo». Non a caso «le linee di programmazione lavorano in cinque direzioni», spiega il direttore artistico, «la prosa, i nuovi linguaggi, con il teatro di ricerca e innovazione, la formazione e la scuola, l'interdisciplinarità, mettendo insieme musica, prosa e danza, e la comicità, nel segno dell'intrattenimento».
«Un messaggio che, mi auguro, venga recepito dal pubblico», aggiunge D'Alatri. «Trovo che l'Abruzzo abbia un potenziale culturale straordinario. E' una realtà artistica interessante e fiorente, di cui si parla poco in Italia. Abbiamo già fatto incontri nelle università, nelle scuole, con le associazioni che operano nel campo della musica e dello spettacolo, per stabilire un contatto e accrescere il raggio d'azione del Tsa. Mi piacerebbe costruire una o due compagnie stabili di attori: faremo un censimento delle potenzialità presenti sul territorio, per iniziare a lavorare sulle nuove leve».
Quanto alla programmazione stagionale «ci saranno nomi importanti con spettacoli di rilievo, spalmati nel tempo», annuncia D'Alatri.
«L'imperativo», prosegue il direttore del Tsa, «è puntare sulla qualità, dando allo spettatore una buona varietà di scelta, senza imporre un filone prioritario. L'ingresso del Tsa tra i teatri di rilevante interesse culturale, indispensabile per la sopravvivenza dello stesso, è una bella vittoria. Ma c'è tanto da fare. Adesso bisogna rimboccarsi le maniche e andare avanti».
Un risultato agguantato anche grazie a un'operazione di fusione che ha portato il Tsa a inglobare il teatro aquilano d'innovazione L'Uovo, con la relativa programmazione. Con il teatro Florian di Pescara, al momento, è prevista una collaborazione «per arrivare a un'ipotesi di assorbimento», spiega il presidente del Tsa, Rainaldi. «L'ingresso dell'Uovo all'interno del Tsa è la prima, vera, operazione sinergica, in termini di attività, finalizzata a rilanciare la cultura teatrale sul territorio ottimizzando le risorse e mantenendo l'occupazione».
«Il progetto triennale elaborato da D'Alatri, tra l'altro in brevissimo tempo», evidenzia Rainaldi, «rappresenta un notevole salto di qualità per il Tsa, non perché le produzioni non fossero di livello, ma per la visione sinergica di un teatro capace di coinvolgere appieno il territorio. Uno sforzo riconosciuto dal ministero della Cultura, che deve essere validato dalla Regione, chiamata a investire risorse su questo progetto. Negli ultimi anni abbiamo avuto tagli importanti, superiori anche al 50 per cento del finanziamento totale, che hanno intaccato la stabilità economica dell'ente. Il pubblico riconoscimento ottenuto dal Tsa impone alla Regione uno sforzo economico a sostegno del teatro abruzzese».
Rainaldi auspica, inoltre, «il coinvolgimento, nel Teatro stabile, di diversi enti e comuni abruzzesi, di fondazioni bancarie e della Camera di commercio dell'Aquila».
«Quando si parla di ricadute sul territorio», conclude Ezio Rainaldi, «significa mantenere e incrementare l'occupazionale, lavorare sull'aspetto culturale e creare un circuito di formazione per dare nuove opportunità a giovani attori e registi. Anche questo sarà il ruolo futuro del Tsa».
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