Il vino dell’estate 2016? Cerasuolo bevuto freddino

D’accordo produttori, esperti e sommelier: nei calici sotto l’ombrellone si sorseggerà rosato a 10-12 gradi. E poi sarà una esplosione di bollicine
di Giorgio D’Orazio
Spesso mette d'accordo bianchisti e rossisti alla stessa mensa. Stavolta unisce nel giudizio produttori, esperti e sommelier, che lo considerano senza dubbi il vino abruzzese per la prossima estate. Il Cerasuolo d'Abruzzo sta vivendo una felice riscoperta, assecondata anche dalle linee produttive dei vignaioli abruzzesi. «In Italia sono tre i grandi rosato», osserva Ian D'Agata, direttore scientifico di Vinitaly International Academy, redattore di Vinous e contributing editor di Decanter, «e sono i Chiaretto del Garda, i Rosato del Salento e i Cerasuolo d'Abruzzo. Ma quello abruzzese è un rosato complesso, più concentrato e intenso rispetto agli altri, caratteristiche che ne fanno un vino unico, identificabile e sfaccettato, a me personalmente piace proprio questa sua lontananza dai concetti di leggerezza e semplicità che lo rende un simil rosso».
Secondo D'Agata nell'estate 2016 si berrà anche molto Pecorino che tra i nostri bianchi, come spiega, è quello più alla moda oggi in Italia, «un vino fresco che sposa bene piatti di pesce e di verdure, molto indicati col caldo». Il Cerasuolo però, secondo D'Agata, riempirà più di tutti i nostri calici estivi, da sorseggiare insieme a brodetti e carni bianche, ma occhio alla temperatura. «Consiglio sempre di portare in tavola vini "freddi" in estate perché se al calice la condensa dichiara una temperatura troppo bassa, basta lasciarlo stare un po’ che diventa ideale durante il pasto, in ogni caso starei sui 10-12 gradi in media».
Concorda su ogni punto Luigi Valori, riflessivo vignaiolo di Sant'Omero, secondo cui il vino dell'estate deve essere un vino fresco, in equilibrio tra alcool e acidità.
«Sia il Pecorino che il Cerasuolo combattono bene la calura della stagione», considera Valori, «accompagnando una mangiata di pesce sul bagnasciuga, serviti ad una temperatura tra i 10 e i 13 gradi, senz'altro però il Cerasuolo è un vino ubiquitario e ha la capacità di scoraggiare quella pessima abitudine di certi abruzzesi di mettere i rossi nel frigorifero».
Non ha dubbi nemmeno Franco Pasetti dell'azienda Contesa di Collecorvino che, da poco rientrato da Vinitaly, pone l'accento sul fermento registrato intorno al Cerasuolo. «C'è grande interesse da parte dei consumatori e c'è molta richiesta da parte dei buyer», osserva Pasetti, «ormai è passata la moda dei vini robusti e si torna ai concetti di bevibilità e versatilità nel vino, concetti che il Cerasuolo d'Abruzzo sa esprimere al meglio. Lo berrei a 12 gradi con una frittura di pesce oppure con una pizza e perché no come aperitivo, magari in spiaggia in dolce compagnia». Oltre che sulla dolce compagnia, concorda anche sul vino dell'estate Riccardo Gentile, vignaiolo di Ofena: Cerasuolo, certo, ma anche Rosato Igt Terre aquilane.
«Siamo tra i più forti al mondo sul vino rosato, in particolare quelli di montagna associano struttura, freschezza ed eleganza, ed è questo il gusto prediletto oggi dal pubblico», evidenzia Gentile. «Questo vino mette tutti d'accordo in estate, si può bere al mattino come di sera e si abbina bene con tutti i nostri piatti tipici, dalla montagna al mare».
Sul fatto che sia un vino vincente e versatile, ideale per l'estate, ci mettono la firma anche i fratelli Emanuele e Nicola Altieri di Fontefico (Vasto): «È un vino straordinario che può essere inteso in due modi e bevuto con due approcci diversi, da un lato è un rosso leggero, dall'altro un rosato intenso. Se d'inverno può essere servito anche a temperatura ambiente, d'estate è senz'altro preferibile ben fresco, anche tra gli 8 e i 10 gradi. L'importante è non associarlo al bianco», raccomandano gli Altieri, «né pensarlo come alternativa a un vino bianco, perché resta pur sempre un Montepulciano d'Abruzzo, anche se vinificato in bianco».
È d'accordo sul ruolo del rosato anche Luca Panunzio, vicepresidente regionale dell'Associazione Italiana Sommelier, che sposta l'attenzione dai vini fermi agli spumanti, in linea con il suo nuovo wine bar Bollicine di Pescara. «Cerasuolo a parte, questa estate vinceranno le bollicine abruzzesi», rilancia Panunzio, «sia di metodo Charmat che di Metodo classico, in particolare quelle ottenute con vitigni autoctoni come Pecorino, Passerina, Cococciola, ma anche quelle rosé da uve Montepulciano, saranno loro le protagoniste sotto l'ombrellone». Ma attenzione alla temperatura di servizio: 8-10 gradi per gli Charmat e 10-12 gradi per i Metodo classico, senza mai utilizzare il congelatore ed evitando se possibile il frigorifero, la scelta ideale resta sempre il secchiello col ghiaccio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA