Il vocabolario Zingarelli 2017 all’insegna del cambiamento

27 Settembre 2016

ROMA. Non è certamente un caso che tra le nuove parole d'autore (firmate da uno specialista dell'argomento, ma non un lessicografo) lo Zingarelli 2017 , «Vocabolario della lingua italiana» a cura di...

ROMA. Non è certamente un caso che tra le nuove parole d'autore (firmate da uno specialista dell'argomento, ma non un lessicografo) lo Zingarelli 2017 , «Vocabolario della lingua italiana» a cura di Mario Cannella e Beata Lazzarini (Zanichelli, 2.690 pagine + Dvd-Rom 81,50 euro), abbia scelto di riportare in copertina «Cambiamento» scritta da Luciano Canfora, visto che guardando all'elenco dei nuovi neologismi inseriti quest'anno nel più classico dei vocabolari italiani salta subito all'occhio come molti siano legati a questo periodo di crisi profonda.

Si va da Antieuro a Antieuropeista a Antievasione, da Bancare a Bartering, Bullizzare, Carognaggine e Cattivista, per arrivare a Disidentità, Ecoreato, Ecocatostrofismo, con Euroburocrazia, Foreign Fighter, Immiserito, Inguacchio, Mediocrazia, Svuotacarceri, Trollare, sino a un Turbocapitalismo, che appare oggi si direbbe con un po’ di ritardo.

Tutte parole (tranne forse Bartering - pratica commerciale per cui due o più imprese si scambiano in compensazione beni o servizi, senza far ricorso a transazioni monetarie) che è inutile spiegare tanto ormai ci appartengono quotidianamente che vanno a comporre un ritratto inquieto, tra imbrogli e violenza, di un mondo in piena crisi sociale e di disidentità. E si tratta solo delle nuove entrate di quest'ultimo anno.

Cambiamento, spiega allora Luciano Canfora senza dare spazio ad alcuna illusione, «è il fenomeno più importante della storia umana (costume, politica, valori, istituzioni ecc.) e della storia naturale (ambiente, clima, estinzioni di stirpi animali ecc.). A torto il termine viene adoperato come sinonimo di “progresso”, forse per effetto di alcune filosofie ottimistiche smentite in modo fattuale dai disastri verificatisi, nella condizione umana e nel dissesto ambientale, al passaggio dal XX al XXI secolo. Ad ogni modo capire e, se possibile, intuire il cambiamento è - per tenersi all'ambito umano - il requisito dei grandi politici. Ma il discrimine tra questa dote e la spinta all'opportunismo è piuttosto sottile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA