In arrivo il nuovo libro del regista Claudio Di Scanno

“Il processo a Dio di Gessopalena” sarà presentato online il 27 gennaio, Giornata della memoria
PESCARA. Come nel teatro (greco) delle origini, sentirsi parte integrante della (piccola) comunità sociale attraverso il teatro. Il regista Claudio Di Scanno racconta nel libro “Il Processo a Dio di Gessopalena” (Edizioni IlViandante) «l'esperienza formidabile» vissuta in mezzo agli abitanti di Gessopalena tra ottobre 2019 e i primi giorni del marzo scorso, alla luce inconsapevole e sinistra della pandemia in arrivo. Un progetto teatrale con attori non professionisti, che dagli iniziali sei previsti dalla partitura sono diventati ventisei, tanta la forza coinvolgente del laboratorio intorno a un testo forte già di per sé, “Processo a Dio” di Stefano Massini, drammaturgo italiano tra i più rappresentati al mondo, che qui affronta l'abisso dell'Olocausto. “Il Processo a Dio di Gessopalena” di Claudio Di Scanno sarà presentato online in anteprima sulla pagina Facebook de IlViandante il 27 gennaio, Giornata della memoria, moderato da Elsa Flacco con la partecipazione di Stefano Pallotta, presidente Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Antonella Di Nallo, Giuseppe di Paolo dell’associazione teatrale “Pretalucente” di Gessopalena, oltre all’autore e all’editore. Due firmacopie a seguire: il 29 gennaio dalle 17 alle 19 alla Libreria De Luca di Chieti e il 30 gennaio dalle 15 alle 17 alla Caffetteria Tiberini di Gessopalena. Già familiare al lavoro teatrale con la piccola comunità gessana in occasione del tradizionale allestimento della sacra rappresentazione della Passione, Di Scanno racconta di aver assistito alla riscoperta del valore delle relazioni umane nel momento in cui la socialità stava per subire un colpo fatale causa coronavirus. «A pochissimi giorni dall'impatto con il primo lockdown, inconsapevolmente si è recuperata la dimensione collettiva» racconta nel libro il regista abruzzese fondatore del Drammateatro di Popoli. Punto di partenza il lavoro scenico sulla Shoah e il testo di Massini adattato al gran numero di partecipanti al laboratorio creativo. Il resto è narrazione di un crescendo emozionante, frutto dell'interazione del regista con la comunità locale e degli stessi compaesani tra loro. Curiosità-attenzione-cooperazione è quanto hanno vissuto progressivamente gli abitanti di Gessopalena, bambini compresi. Per due sere il teatro è stato stracolmo di gente, in un'esperienza di comunità. «C'era già tutto quanto sarà fondamentale per il teatro che verrà» sottolinea il regista. «Bloccato dal lockdown non potevo che riflettere sul valore del teatro di comunità, esperienza non nuova per Drammateatro in oltre trent'anni di attività su monti e valli d'Abruzzo, in luoghi altri dalla cultura ufficiale. La crisi», conclude Di Scanno, «è servita a riscoprire il valore del teatro come strumento di relazione umana, funzione indispensabile anche quando tutto sarà passato».