In corsa per l’Oscar l’amore gay di Luca Guadagnino

LOS ANGELES. “Call me by your name” (Chiamami con il tuo nome), il film diretto da Luca Guadagnino, sta conquistando il cuore degli americani e promette benissimo nella corsa agli Oscar. Domenica è...
LOS ANGELES. “Call me by your name” (Chiamami con il tuo nome), il film diretto da Luca Guadagnino, sta conquistando il cuore degli americani e promette benissimo nella corsa agli Oscar. Domenica è stato giudicato Miglior film del 2017 dalla Los Angeles Film Critics Association, l'associazione che riunisce i critici cinematografici della città californiana e che ha deciso di far condividere allo stesso Guadagnino e a Guillermo Del Toro, per “La forma dell'acqua”, il premio al miglior regista e di assegnare a Timothée Chalamet, protagonista di “Call me by your name”, il premio al migliore attore. Solo la settimana scorsa i critici di New York avevano espresso un identico giudizio per il film di Guadagnino. La pellicola, diretta da Luca Guadagnino, è ambientata durante un' estate del 1988 sullo sfondo della riviera ligure, e racconta del rapporto di amicizia e amore che nasce tra due ragazzi, uno 17enne e l'altro 24enne. Nonostante la sua giovane età, Elio (Timothée Chalamet), si dimostra un musicista colto e sensibile, più maturo e preparato dei suoi coetanei. Figlio di un professore universitario, Elio attende nella villa di famiglia l'arrivo di un nuovo allievo di suo padre. A risalire il vialetto per trascorrere le vacanze estive nella tenuta Perlman è il giovane Oliver (Armie Hammer) un 24enne statunitense bello e affascinante. I suoi modi disinvolti colpiscono immediatamente l'adolescente impacciato, che comincia ad affacciarsi all'amore.
«Sono uno di quei registi che legge tutte le critiche, anche se sono negative», ha raccontato il 46enne regista palermitano all'Hollywood Reporter, «perché prima di essere un regista sono stato un critico cinematografico, alla scuola di cinema. In generale mi piace l'arte della recensione. Cosa ho trovato bello in questo caso è che sono state trovate maniere molto originali di descrivere il mio film. Ho avvertito in maniera forte l'amore per questo lavoro». Molti già parlano di una possibile candidatura all'Oscar per il film del regista, ma lui si schernisce: «Non ho niente da dire a riguardo». È ancora presto, ritiene, ma intanto sta vincendo molto ed ha già ottenuto una candidatura nella categoria miglior film agli Indipendent Spirit Award che precedono di un giorno la cerimonia degli Oscar e che da molti anni predicono il vincitore del premio più prestigioso. L'anno scorso a vincere lo Spirit era stato “Moonlight”, l'anno precedente “Spotlight”, l'anno prima ancora “Birdman” di Inarritu, tutti risultati poi vincenti agli Oscar.
Il 27 novembre “Call me by your name” è stato premiato ai Gotham Awards a New York come miglior film. All'emergente Timothee Chalamet (Elio nel film) è andato invece il premio Breakthrough actor assegnato ai nuovi attori. I Gotham Independent Film Awards, o Gotham Awards, sono i premi cinematografici statunitensi destinati al cinema indipendente, il primo importantemente appuntamento nella stagione dei premi e spesso spianano la strada agli Oscar.
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