In mostra 200 capolavori di Edolo Masci

15 Dicembre 2021

Le opere dell’artista di Castiglione a Casauria esposte fino alla fine di gennaio

PESCARA. Edolo Masci, la nudità rivelatrice. Una mostra di grande respiro - a Catania, galleria La Vite, fino alla fine di gennaio - rende omaggio, al pittore, incisore, scultore originario di Castiglione a Casauria (1938) e morto a Roma, dove viveva, nel 2008. Un artista dalla visione poetica potente ed essenziale, anticipatore di temi e gesti che lo situano tra gli artisti d’avanguardia.
In mostra nella galleria di Mauro Lombardo, pittore e amico di Edolo Masci, ci sono oltre duecento opere tra dipinti e acquerelli che partono dai primi anni Settanta e arrivano ai primi 2000. Molta parte della vita artistica di Masci, in realtà, inizia negli anni Sessanta con lavori ancora legati ai colori e alle tematiche della Scuola romana di Mafai e di Alberto Ziveri e al sarcasmo di Maccari, suoi amici e maestri. A solo 21 anni, nel 1959, aveva già catturato l'attenzione della stampa internazionale con una Annunciazione, “La Madonna con le gonne corte”, ritenuta trasgressiva, pubblicata sulla prima pagina del New York Times, su Le Figaro e altri maggiori quotidiami internazionali.
«Creativo e curioso, Masci è stato un pittore fuori dalle regole e disincantato», racconta la storica dell’arte Sissi Aslan, compagna di vita del maestro di origine abruzzese, «è stato un abile grafico e sperimentatore alla ricerca continua di tecniche di riproduzione, come i preziosi clichés-verre, scultore raffinato e designer di mobili, libri e di un disco, come il catalogo “Pitturamusica/Corpopaesaggio”, con Ennio Morricone e Luis Bacalov.
Un artista sfaccettato e multiforme, che nonostante i numerosi riconoscimenti ottenuti è rimasto schivo ai richiami mondani, e che ha incentrato la sua ricerca sull'intimismo e l'elaborazione di temi legati all'interiorità». L'importante antologica catanese è testimonianza vibrante della sua parabola artistica. Tra i più significativi del suo lavoro, i grandi quadri «Verdeombra» e «Farfalle» (quasi due metri per due) del 1990, evocativa la serie degli acquerelli - Blu Callipigia, Nudine in jeans, le Conchiglie «Cunnichiglie» su grandi fogli, e la serie «Olimpia se ne va», tra gli ultimi da lui dipinti dove il percorso allusivo alla pittura (identificata in Olimpia di Manet) è sorprendente nelle forme e nelle ombre, «dagli anni Settanta in poi», ricorda Aslan, «a partire da Nino Za (Giuseppe Zanini) e la Galleria Toninelli, Piera di Nicolantonio e Enrico Lombardi tra Roma, Milano e Pescara per arrivare a Catania da Mauro Lombardo, appunto, sono stati numerosi gli omaggi che i galleristi, le istituzioni - come Regione Lazio, Provincia di Pescara e Regione Abruzzo - hanno voluto dedicare al maestro romano, abruzzese di nascita. Un artista molto amato e stimato dagli amici, dai galleristi, dalla critica e dai collezionisti, dai suoi coetanei ma certamente anche dai più giovani».