In mostra opere di grandi del ’900 donate da Paglione

LANCIANO. Quarantadue dipinti di quattro artisti di fama internazionale daranno vita a “Lo splendore dell’immagine”, la mostra permanente che domani viene inaugurata nel polo museale di via Santo...
LANCIANO. Quarantadue dipinti di quattro artisti di fama internazionale daranno vita a “Lo splendore dell’immagine”, la mostra permanente che domani viene inaugurata nel polo museale di via Santo Spirito a Lanciano. Nelll’ex convento celestiniano saranno esposte opere di Claudio Bonichi, Arturo Carmassi, Robert Carroll e Gastón Orellana. I quadri vengono donati alla città di Lanciano dal mecenate e gallerista di origine abruzzese Alfredo Paglione, che ha curato la rassegna insieme a Sandro Parmiggiani, critico d’arte e docente della Cattolica di Milano.
Paglione dal 1997 in poi, dopo la chiusura delle sue gallerie milanesi, ha creato nella nostra regione diverse realtà museali donando oltre duemila pezzi delle sue collezioni personali. Analoghe iniziative sono state infatti realizzate a Vasto, Castelli, Chieti, ad Atessa con il museo dedicato ad Aligi Sassu e a Tornareccio, paese natale di Paglione dove novanta mosaici sono stati collocati sulle facciate delle abitazioni. La scelta di autori e opere mira a presentare un nucleo di dipinti che, ognuno a proprio modo, susciti il desiderio di una riflessione sui temi fondamentali dell’esistenza umana.
L’attenzione ai vari linguaggi espressivi di ambito figurativo offre inoltre al territorio un frammento dell’ambiente artistico in cui Paglione ha operato. Al polo museale gli appassionati d’arte potranno così ammirare le tele di Claudio Bonichi (Alessandria 1943-Roma 2016), artista la cui ricerca si concretizza nei generi della natura morta e del nudo femminile, raccontati con una sensibilità d’altri tempi ricca di vibrazioni coloristiche.
Di Carmassi (Lucca 1925-Empoli 2015), artista singolare che si è dedicato alla pittura informale, astratta e figurativa, oltre che alla scultura, a Lanciano ci saranno opere di estrema complessità, con echi della cultura mediterranea ed europea che si fondono in soluzioni pittoriche che attraversano i confini temporali, per parlare all’uomo contemporaneo della sua natura ambigua, al contempo ferina e umana. I lavori di Orellana, nato in Cile nel 1933 da genitori spagnoli e stabilitosi in Spagna dal 1958, risentono del clima di violenza e repressione vissuto nel Paese natale. Il pittore cileno cerca un nuovo linguaggio che accolga elementi di astrazione e di figurazione, per esprimere inquietudini e brutture della sua epoca. Carroll (Painesville, Ohio 1934-Massa 2016), trasferitosi in Italia a fine anni ’50, si inserisce infine nell’ambito di una figurazione di matrice nordamericana attenta alla resa puntuale della natura, sulla quale il pittore innesta una quota di allucinazione che conduce il suo lavoro alla ricerca dell’identità dell’uomo. All'inaugurazione di “Lo splendore dell’immagine”, in programma alle 18, intervengono Paglione e Parmiggiani; Sergio Caranfa e Maria Gatta del ministero dei Beni culturali; Luciano Di Tizio, presidente della Fondazione Immagine; l’assessore Marusca Miscia e il sindaco Mario Pupillo; modera l’incontro il giornalista Lucio Valentini.
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