In sala Dilili a Parigi film d’animazione nella Ville Lumière

25 Aprile 2019

Il cinecomic Avengers: Endgame chiude la saga Cartoon e azione dal vivo in Ancora un giorno

Appena sei le novità cinematografiche in sala, dopo le abbuffate delle passate settimane, e quasi tutte uscite già ieri: “Avengers: Endgame”, “La caduta dell'impero americano”, “Dilili a Parigi”, “Sarah & Saleem - Là dove nulla è possibile”, “Un'altra vita – Mug”.
In uscita oggi solo il cartone adulto Ancora un giorno, coproduzione europea firmata dai registi Raúl de la Fuente e Damian Nenow e tratta dall’omonimo memoir del 1976 del famoso reporter polacco Ryszard Kapuscinski (1932-2007), inviato di guerra negli scenari più turbolenti, maestro del moderno giornalismo. Il film, alternante animazione e live action con interviste ai testimoni viventi, segue Kapuscinski nell’Angola del 1975, alla vigilia dell’indipendenza dal Portogallo e alle prese con una difficile decolonizzazione e una violenta guerra civile tra le opposte fazioni del Movimento popolare e del Fronte nazionale, dietro cui manovrano rispettivamente Unione Sovietica e Stati Uniti. Ricco di petrolio e diamanti, il Paese africano fa gola alle 2 superpotenze. Kapuscinski lascia la capitale Luanda per andare nel cuore del conflitto e raccontare le storie di chi vive quei giorni: come il comandante portoghese Farrusco, che si è schierato coi più deboli, e la giovane guerrigliera comunista Carlota. “Ancora un giorno” ha vinto l'European Film Award per il miglior film d'animazione 2018.
Altro film di animazione, da ieri in sala, è il raffinato Dilili a Parigi”del 76enne maestro Michel Ocelot, autore dei capolavori “Kirikù e la strega Karabà” e “Azur e Asmar”. Fresco vincitore in Francia del César per il miglior film di animazione, “Dilili a Parigi” è la storia, ambientata nella Ville Lumière di inizio Novecento, di una ragazzina proveniente dalla Nuova Caledonia e della sua amicizia con un giovane fattorino che conosce le personalità più luminose della Belle Époque. Dilili e Orel indagheranno insieme su una misteriosa organizzazione che rapisce bambine e compie furti. Durante le ricerche i due incontreranno persone straordinarie: Emma Clavé, Marie Curie, Sarah Bernhardt, Proust, Toulouse-Lautrec, Rodin. In tema anche la preziosa colonna musicale, tra Debussy, Bizet, Satie.
Si candida a sbaragliare la concorrenza il cinecomic Avengers: Endgame dei fratelli Anthony e Joe Russo, capitolo quarto e finale (forse) della fortunata saga iniziata nel 2012. Il Titano pazzo Thanos (Josh Brolin) dopo essersi impossessato di tutte e sei le Gemme dell’Infinito ha lasciato l'universo in rovina e sterminato la metà degli esseri viventi per permettere alla vita, secondo la sua visione delirante, di rifiorire contando su risorse più abbondanti. “Endgame” riparte dalla fine di “Infinity War”. Molti supereroi sono morti, disintegrati dal semplice schiocco delle dita di Thanos: tra loro Black Panther, Spider-Man, Bucky, Mantis. I superstiti, tra cui Iron Man (Robert Downey Jr.), Captain America (Chris Evans), Thor (Chris Hemsworth), Hulk (Mark Ruffalo), Vedova Nera (Scarlett Johansson), cercheranno un modo per sconfiggere il perfido Titano.
La caduta dell'impero americano del canadese Denys Arcand chiude l’ideale trilogia aperta nel 1986 da “Il declino dell’impero americano” e proseguita nel 2003 con “Le invasioni barbariche”. Se gli altri due titoli erano riflessioni rispettivamente sul sesso e sulla morte, qui Arcand ragiona sul denaro come unico “valore” della società contemporanea. Il 36enne Pierre-Paul (Alexandre Landry), un dottorato in filosofia, deve arrangiarsi a lavorare come fattorino. Un giorno si ritrova suo malgrado sulla scena di una rapina finita male, che lascia sull'asfalto due morti e due borsoni pieni di soldi. Dopo aver riflettuto pochi secondi, Pierre-Paul carica il malloppo sul suo furgone. Ma i guai sono appena iniziati: sulle tracce del denaro scomparso ci sono la polizia di Montréal e soprattutto le bande più pericolose della città.
Sarah & Saleem - Là dove nulla è possibile del palestinese Muayad Alayan prende a pretesto l’appassionata relazione adulterina nella divisa Gerusalemme tra l’israeliana Sarah (Sivane Kretchner) e il palestinese Saleem (Adeeb Safadi), entrambi sposati, per indagare pregiudizi, sospetti e ostilità che, da parte di entrambe le comunità, finiscono per creare complotti inesistenti.
Un'altra vita – Mug della polacca Malgorzata Szumowska, Gran Premio della giuria a Berlino 2018. Jacek (Mateusz Kosciukiewicz) ama l'heavy metal, la sua fidanzata Dagmara e il suo cane. Tutti lo considerano un tipo bizzarro. Mentre lavora nel cantiere della più alta statua di Cristo al mondo, è vittima di un incidente che lo sfigura. Costretto a un trapianto di faccia, il primo in Polonia, vive una profonda crisi d’identità.
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