In scena oggi all’Aquila l’Orchestra dei Maestri della Sinfonica della Rai

L’AQUILA . Approdano all’Aquila, per la 77a Stagione della B. Barattelli, la Torino Sinfonietta, l’orchestra da camera nata da una idea del M° Biagio Zoli, già timpanista della Orchestra Sinfonica...
L’AQUILA . Approdano all’Aquila, per la 77a Stagione della B. Barattelli, la Torino Sinfonietta, l’orchestra da camera nata da una idea del M° Biagio Zoli, già timpanista della Orchestra Sinfonica Nazionale RAI. La Torino Sinfonietta debutta nel panorama musicale internazionale il 2 febbraio 2020 eseguendo la Sinfonia n.1 in re magg. di Gustav Mahler Il Titano, per la stagione Le domeniche all’Auditorium dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, a Torino. Nonostante la pandemia il progetto è andato avanti e finalmente i professori, nella formazione della Torino Sinfonietta, guidati dallo stesso Biagio Zoli potranno suonare, oggi alle 18 all’Auditorium del Parco, proprio la Prima Sinfonia di Mahler che ha dato il via all’orchestra.
La monumentale Sinfonia nella sua versione originale ha un organico imponente con archi, fiati che comprendono due ottavini, sette corni, quattro trombe, tre tromboni, senza contare le numerose percussioni. Mahler stesso le ha voluto attribuire il titolo Titano alla versione del 1893 quando la presentò ad Amburgo, in riferimento all’omonimo romanzo pubblicato nel 1803 da Jean Paul, pseudonimo dello scrittore tedesco Johann Friedrich Richter. Nonostante lo stesso Mahler poi tolse il titolo, viene ancora così identificata. Aveva iniziato a scriverla quando aveva 25 anni e voleva segnare, riuscendoci, un cambiamento, una evoluzione del genere classico della sinfonia verso il più ampio poema sinfonico, ampliandone la massa sonora, esaltando i contrasti espressivi, arricchendo le linee melodiche anche attraverso sonorità tipiche della Boemia e valorizzando il dialogo fra i vari strumenti dell’orchestra. La pregevole riduzione per orchestra da camera è stata operata dal pianista e compositore Klaus Simon nel 2008 senza snaturare la Sinfonia e restituendo tutte le dinamiche e le caratteristiche timbriche, sfruttando evidentemente la qualità straordinaria dei musicisti. Infatti è proprio l’elevato livello tecnico ed espressivo dei componenti della Torino Sinfonietta che consente di proporre le pagine del grande sinfonismo in una dimensione cameristica unica al mondo.