In tv il testamento di Piero Angela per i giovani

Da oggi pomeriggio su Rai 3 l’ultimo progetto del divulgatore scientifico dal titolo Prepararsi al futuro
«In modo semplice, e speriamo non noioso, affronteremo i problemi che l’umanità deve affrontare, legati al cambiamento climatico e alla ricerca di nuove fonti di energia, ma anche il ruolo della scienza e della tecnologia nella società moderna». Con queste parole Piero Angela ha fatto in tempo ad annunciarlo in apertura della sua ultima stagione di SuperQuark e ora il suo ultimo progetto, quello cui il giornalista divulgatore ha lavorato negli ultimi mesi della sua vita, arriva su Rai3: Prepararsi al futuro, dal oggi ogni venerdì alle 15, un orario da lui stesso deciso.
Un ciclo cui Angela teneva particolarmente e che ha pensato anche per le scuole. La Rai ha presentato questo ciclo di 16 puntate con l’ad Carlo Fuortes e Silvia Calandrelli, direttrice Rai Cultura ed Educational. «È un caso unico al mondo», ha detto Fuortes. «La Rai gli deve essere sempre grata. Lascia questa trasmissione, Prepararsi al futuro, che è il suo testamento. Lui pensava al futuro all’età di 93 anni, è un esempio per tutti noi». In apertura del ciclo di puntate Piero Angela, morto il 13 agosto, annuncia: «Parleremo del ruolo fondamentale della scienza e della tecnologia nella società moderna. Sarà una mia chiacchierata con voi, in cui cercherò di raccontare alcune cose che ho imparato in tutti questi anni. Questo è lo studio con gli arredi storici di Superquark. E ci sarà un cartone animato di Bruno Bozzetto che riprenderà i temi trattati». Tra gli argomenti, lo scioglimento dei ghiacciai, la geotermia, la fusione nucleare, l’eolico, il fotovoltaico, il risparmio energetico, attivo e passivo, l’energia consumata con l’utilizzo di Internet, altri tipi di inquinamento e pressione sull’ambiente. Angela racconta: «Io ho fatto il liceo classico tanti anni fa e la gran parte del programma era rivolta a studiare il passato. C’erano anche le materie scientifiche, ma forse sono stato sfortunato, non ho avuto dei professori che mi abbiano fatto amare la scienza: erano noiosi, pedanti, poco coinvolgenti. L’ho capito dopo, grazie al mio lavoro da giornalista, che mi ha aiutato a comprendere come alcune cose non mi fossero state insegnate, per esempio il metodo della scienza, le regole, l’etica, il piacere di scoprire, la filosofia della conoscenza. A quel punto ho iniziato a leggere libri, riviste e a realizzare programmi di scienza e tecnologia. Se vi ho raccontato questa vicenda personale è perché mi sono chiesto quanto sarebbe stato importante per voi giovani avvicinarvi alla scienza e alla tecnologia, in un modo che è in costante cambiamento».
Obiettivo principale del progetto, infatti, è quello di inserire nei programmi scolastici degli ultimi tre anni delle medie superiori degli spunti per riflettere sull’importanza della cultura scientifica in una società moderna e specialmente in quella italiana e sulle sfide poste dalla globalizzazione e dal cambiamento climatico. Piero Angela ci lascia una visione profonda della società moderna, partendo dalla considerazione che tutto quello che ci circonda è un complesso ecosistema «tecnologico» collegato da fili sotterranei allo sviluppo, alla ricerca, all’ambiente, all'economia e il suo funzionamento dipende da una cultura scientifica consapevole e diffusa, e dalla capacità di affrontare i problemi.