In un film il delitto di Yara Gambirasio Boni e Ragonese a caccia di “Ignoto 1”

ROMA. Ricostruisce la storia del caso di Yara Gambirasio – la 13enne ginnasta scomparsa nel nulla a Brembate di Sopra, nella Bergamasca, nel 2010, ritrovata senza vita tre mesi dopo e per la quale...
ROMA. Ricostruisce la storia del caso di Yara Gambirasio – la 13enne ginnasta scomparsa nel nulla a Brembate di Sopra, nella Bergamasca, nel 2010, ritrovata senza vita tre mesi dopo e per la quale morte è stato condannato all’ergastolo in via definitiva Massimo Giuseppe Bossetti – il film “Yara”, con la regia di Marco Tullio Giordana e Isabella Ragonese e Alessio Boni nel cast.
In sala fino a questa sera poi su Netfllix dal 5 novembre, il film ripercorre la vicenda a lungo misteriosa e l’indagine complessa dalla quale venne fuori il colpevole dopo aver esaminato il dna di tutta la popolazione. «Io interpreto un comandante dei carabinieri, mentre Isabella Ragonese è il pubblico ministero Letizia Ruggeri. In sostanza è un film sull’indagine. Non è facile entrare in una vicenda di cronaca così vicina, così drammatica, che ci ha coinvolti tutti», ha detto Boni. Il regista dei Cento Passi e della Meglio Gioventù ripercorre cronologicamente la vicenda, restituendo l’angoscia per la giovane scomparsa nel pomeriggio dopo essersi allenata a 700 metri da casa. L’appello dei genitori e un’ansia che diventa dell’Italia intera. Poi il ritrovamento, in modo del tutto casuale tre mesi dopo la scomparsa, il 26 febbraio 2011, da un aeromodellista in un campo aperto a Chignolo d’Isola, circa 10 chilometri da Brembate. Vengono rilevati numerosi colpi di spranga, un trauma cranico, una profonda ferita al collo e almeno sei ferite da arma da taglio sul corpo che non ha segni di violenza sessuale. Il pm Ruggeri ha solo un esile indizio: tracce di Dna che non servono a molto senza un database con cui metterle a confronto. E vara la più grande e costosa indagine genetica mai fatta in Europa: uno screening di massa per raccogliere migliaia e migliaia di campioni da cui estrarre il Dna da confrontare con quello dell’assassino, denominato Ignoto 1, ritrovato sugli indumenti della vittima. Si arrivò a una famiglia, a un ceppo e a un uomo, Giuseppe Guerinoni, conducente di autobus di Gorno, morto nel 1999, identificato come il padre di Ignoto 1. Una indiscrezione portò a una donna che forse aveva avuto una relazione extraconiugale con lui dalla quale, nel 1970, erano nati 2 gemelli, un maschio e una femmina. E sul primo si concentrarono gli inquirenti. Il 16 giugno 2014 finì in carcere Massimo Bossetti, 44 anni, muratore di Mapello, sposato e padre di 3 figli, incensurato. Il suo codice genetico era sovrapponibile a quello di Ignoto 1. A prestare il volto a Bossetti è Roberto Zibetti, Yara è interpretata da Chiara Bono.