In un saggio l’influenza del mito di Ovidio nelle arti

CHIETI. Viene presentato domani al museo Barbella di Chieti il volume “Ovidio e l’immaginario poetico nelle arti dello spettacolo (Il rapporto tra elaborazione del mito e sviluppo delle arti...
CHIETI. Viene presentato domani al museo Barbella di Chieti il volume “Ovidio e l’immaginario poetico nelle arti dello spettacolo (Il rapporto tra elaborazione del mito e sviluppo delle arti performative)”, curato da Maria Cristina Esposito e Silvio Paolini Merlo e pubblicato dalla casa editrice romana Aracne nella collana Immota Harmonìa. Le dense pagine raccolgono gli atti del convegno organizzato a Sulmona nel 2017 per il bimillenario ovidiano. L’importante saggio coinvolge numerosi studiosi, musicologi, docenti universitari, artisti: Anouscka Brodacz, Aaron Carpenè, Deda Cristina Colonna, Francesca Falcone, Gloria Giordano, Silvio Paolini Merlo, Cristina Squartecchia, Marco Della Sciucca, Paola Besutti, Fabrizio Deriu. L’opera viene presentata a Chieti nell’ambito del Maggio dei Libri curato dall’aps Il Giardino delle Pubbliche Letture, inserito a sua volta nel cartellone generale del Maggio Teatino.
La pubblicazione parteciperà inoltre al Menotti Art Festival di Spoleto: i curatori sono stati sollecitati dagli stessi organizzatori a inviare il volume per concorrere nella sezione Saggistica del Premio Menotti Art Festival. Le celebrazioni per il bimillenario della morte del poeta latino Publio Ovidio Nasone, nato a Sulmona il 20 marzo del 43 a.C. (morto a Tomi, in Romania, nel 17 o 18 d.C.), hanno permesso di tornare a fare luce sull’immenso patrimonio culturale lasciato in eredità al mondo dall’autore degli Amores, Heroides, Metamorfosi, Epistulae ex Ponto. «Se tuttavia l’eredità ovidiana è stata considerata quasi esclusivamente sul piano letterario, questo volume intende privilegiare al contrario quello artistico, soffermandosi sulla ricezione e rielaborazione del mito nell’opera di drammaturghi, musicisti e uomini di spettacolo» spiegano i curatori, la docente e saggista Esposito, da un trentennio impegnata nell’attività performativa e di ricerca sulla danza antica, già coordinatrice del laboratorio di danza del teatro Marrucino di Chieti, e Paolini Merlo, ricercatore di filosofia, romanziere e saggista, musicologo e compositore. «Attraverso una serie di studi, presentati in occasione della Giornata di Studi per il bimillenario ovidiano del 2017, il tema è stato affrontato dal punto di vista di voci variegate, da musicologi e coreologi a figure di artisti impegnati nei diversi settori creativi della concreta realizzazione e riattualizzazione scenica del mito. Una prospettiva che apre nuovi percorsi di ricerca tanto nel campo degli studi ovidiani quanto in quello dell’evoluzione delle arti drammatiche, a cominciare dal teatro, dalla danza e dalla musica sinfonica e operistica. Numerosi i temi cruciali di discussione emersi dalle differenti prospettive. Voci che, nel loro insieme, introducono alla ricchezza ma anche alla complessità della particolare interazione esistente tra opera ovidiana e immaginario poetico delle arti occidentali».