In volo con il falco pellegrino sulle cascate naturali più alte d’Italia

BORRELLO. L’Oasi Wwf “Cascate del Verde” nasce il 19 dicembre 1996 per volontà del Comune di Borrello e, a distanza di cinque anni esatti, la Legge Regionale n. 72 la riconosce Riserva Naturale...
BORRELLO. L’Oasi Wwf “Cascate del Verde” nasce il 19 dicembre 1996 per volontà del Comune di Borrello e, a distanza di cinque anni esatti, la Legge Regionale n. 72 la riconosce Riserva Naturale Regionale. L’area protetta si estende per una superficie complessiva di 287,50 ettari ad un’altitudine variabile tra i 400 ed i 900 metri, compresi interamente nel Comune di Borrello. Il nome deriva dalla presenza delle cascate del Verde, che con i suoi tre salti estesi su di un dislivello complessivo di oltre 200 metri tra poderose pareti a strapiombo, vengono considerate le cascate naturali più alte d’Italia.
Nel settore orientale della riserva, in località “Lame rosse” si segnalano inoltre siti di interesse geologico, caratterizzati dall’affioramento di argille varicolori e dalla presenza di calanchi. A nord e ad est della riserva, in zone quasi completamente colonizzate dal bosco, molte sono ancora le tracce di una passata attività agro pastorale: antiche fontane, tholos in pietra, pozzi, viti centenarie e ulivi che fanno parte di un unico patrimonio ambientale, parimenti da tutelare.
L’articolazione geomorfologica delle cascate ed il particolare microclima associato hanno consentito l’insediamento e la coesistenza di specie vegetali, che normalmente si sviluppano in ambienti diversi. In questo scenario, la convivenza fra abete bianco (Abies alba) e leccio (Quercus ilex) rappresenta la caratteristica saliente del patrimonio botanico della Riserva.
A sottolineare l’integrazione e la compenetrazione della vegetazione mediterranea con quella montana, si ritrovano insieme l’alloro, il laurotino, la fillirea, il frassino maggiore, il farinaccio e il maggiociondolo insieme ad altre specie tipiche di zone diverse. Ad aumentare la valenza floristica della Riserva vi è la facilità con cui si possono rinvenire lungo i percorsi numerose specie di orchidee.
Le cascate sono alimentate dalle acque perenni del fiume Rio Verde, uno dei migliori corpi idrici dell’intero bacino del Sangro, sia per l’elevata qualità biologica delle acque, sia per la presenza di elementi faunistici di pregio, quali il gambero di fiume, dal 2003 oggetto di due progetti LIFE+ Natura e conservato e allevato presso il centro di riproduzione adiacente al Rio Verde, realizzato nel 2001 dalla Provincia di Chieti. Si aggiungono a tale specie la trota e la lontra, quest’ultima nella confluenza con il fiume Sangro.
Fra gli uccelli legati all’ambiente acquatico di notevole interesse sono il merlo acquaiolo e la ballerina gialla. Nel territorio della riserva nidificano numerosi rapaci come la poiana, il falco pellegrino, il nibbio reale, il gufo comune , la civetta e l’allocco.
La ricca vegetazione della Riserva ed il suo basso livello di antropizzazione hanno favorito la presenza di mammiferi rari quali il lupo, la puzzola e il gatto selvatico. Altre specie legate, anche se solo in parte, all’ambiente acquatico sono la rana appenninica, il tritone crestato, il tritone punteggiato, il tritone italiano e rettili piuttosto rari come la luscengola e il cervone.
Il capitale naturale e le molte attività parallele (programma After Life Conservation Plan sul Gambero di fiume, gestione del CEA Centro Risorse e del laboratorio scientifico, collaborazione con la Società Lichenologica Italiana e con le associazioni Geologia&Turismo e CAI, ecc.) rappresentano motivo di interesse e di coinvolgimento di un importante e crescente numero di visitatori.