“Incontrodonna”: quando il femminile non è convenzionale

LANCIANO. È tutta al femminile la rassegna cinematografica che, da venerdì 15 marzo al 5 aprile, viene ospitata al CiakCity di Lanciano. Sono quattro gli appuntamenti nelle sale del quartiere Santa...
LANCIANO. È tutta al femminile la rassegna cinematografica che, da venerdì 15 marzo al 5 aprile, viene ospitata al CiakCity di Lanciano. Sono quattro gli appuntamenti nelle sale del quartiere Santa Rita con il ciclo di film intitolato “Incontrodonna”. L’organizzazione è curata da Collettivo sala 4 e dall’associazione di volontariato Donne e aiuto (www.deadonne.it), che opera nel territorio frentano dando ascolto, supporto e consulenza alle donne in difficoltà o vittime di violenza.
Questa nuova rassegna, dedicata al cinema d’autore internazionale contemporaneo, viaggia in parallelo con quella che al CiakCity terminerà il 10 aprile, “Incontrocampo”, pure allestita dal Collettivo sala 4, e che ogni lunedì e mercoledì propone pellicole in lingua originale. Gli appuntamenti di “Incontrodonna” prevedono film incentrati su personaggi femminili non convenzionali: donne portatrici di un punto di vista differente e capaci di seguire percorsi inconsueti, e di far sentire con caparbietà la loro voce per affermare la propria individualità e la propria indipendenza. Le opere scelte si differenziano fra loro per tono, formato e provenienza, ma sono accomunate dal valore sottolineato dalla critica e dai premi ricevuti. Le proiezioni sono in programma ogni venerdì alle 18,15 e alle 20,30; il biglietto singolo costa 5,50 euro, ma con 18 euro si può acquistare l’ingresso a tutte e quattro le serate.
Si comincia venerdì con The Wife dello svedese Björn Runge, film per il quale Glenn Close ha ricevuto una nomination all’Oscar: l’attrice statunitense interpreta la moglie di uno scrittore celebre in una pellicola che racconta di una relazione costellata di segreti e tradimenti sul punto di emergere in tutta la loro drammaticità.
Il 22 marzo l’appuntamento è con Le ereditiere di Marcelo Martinessi, film paraguayano che ha vinto l’Orso d’argento al Festival di Berlino nel 2018 per la miglior attrice, grazie all’interpretazione di Ana Brun: è la storia di una donna facoltosa costretta a reinventare la propria esistenza dopo aver visto svanire la propria ricchezza.
Venerdì 29 si prosegue con The Children Act, diretto dall’inglese Richard Eyre e tratto da un romanzo “La ballata di Adam Henry” di Ian McEwan: qui Emma Thompson, attrice con due Oscar in carriera, veste i panni di un giudice incaricato di decidere sul delicatissimo caso di un giovane che, per motivi religiosi, rifiuta un trattamento medico che potrebbe salvargli la vita. Si chiude il 5 aprile con Visages, Villages, candidato all’Oscar come miglior documentario, che viene proiettato nella versione originale francese con sottotitoli. L’ultimo film della rassegna racconta l’incontro e il viaggio attraverso la Francia, all’insegna della creatività e dell’empatia, di due persone appartenenti a mondi e generazioni molto distanti: la novantenne regista, sceneggiatrice e fotografa belga Agnès Varda, una delle madri della Nouvelle vague, e il giovane artista di strada JR.
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