Industria e cultura Calabrò racconta la morale del tornio

10 Giugno 2015

PESCARA. «Non è più tempo di cedere all'ossessione del declino: nella buona manifattura c'è la chiave migliore per la crescita dell'Italia». Sarà questo uno dei temi sviluppati nella tavola rotonda...

PESCARA. «Non è più tempo di cedere all'ossessione del declino: nella buona manifattura c'è la chiave migliore per la crescita dell'Italia». Sarà questo uno dei temi sviluppati nella tavola rotonda dal titolo “Cultura di impresa per la ripresa” in programma, domani alle 15 (ingresso libero), nella sede di Confindustria in via Raiale 110 bis, a Pescara. L'incontro è organizzato da Confindustria Chieti Pescara e vedrà la partecipazione di Antonio Calabrò, giornalista economico e scrittore, senior advisor per la cultura della Pirelli & C., responsabile nazionale del gruppo cultura di Confindustria, autore del libro “La morale del tornio” (Università Bocconi editore, 232 pagine, 16,50 euro). Durante il confronto si parlerà anche di fabbriche intelligenti e innovazione, come chiave di sviluppo.

«La cultura rafforza l'impresa», scrive Calabrò nell’introduzione al suo saggio. «Una "cultura politecnica", naturalmente, sintesi d'umanesimo e scienza (se ne parla nel quinto capitolo). Anche questa dimensione, com'è noto, è molto italiana, sa di Rinascimento e buona cultura scientifica, dagli scultori e pittori a Leonardo e Galileo, dagli illuministi napoletani e lombardi agli studiosi e agli imprenditori lungo sotto il corso dell'Ottocento e del Novecento. Sino all'attualità in cui cultura del progetto e cultura del prodotto danno vita a quell'eccellenza, tipicamente italiana, che è il design. D'altronde, uno dei simboli dell'Expo 2015, grande sfida internazionale dell'Italia (della sua cultura e delle sue imprese, della sua accoglienza e della sua qualità di lavoro, consumo, sofisticata quotidianità), è l'Albero della Vita: progettato da un vivace creativo, Marco Balich, e posto, con l'imponenza dei suoi 30 metri d'altezza e la dinamicità di suoni, luci ed effetti speciali, proprio davanti a Palazzo Italia, è ispirato dal disegno di Michelangelo che segna la grande piazza del Campidoglio. La classicità è contemporanea. L'Italia s'industria».

Secondo Calabrò, «la riflessione sull'impresa italiana, sulle sue evoluzioni e sui suoi valori, contemporanei e futuribili, va compiuta tenendo conto di storia, identità e sguardo aperto all'innovazione. Memoria e futuro, appunto».

«L'attenzione», scrive ancora l’autore della “morale del tornio”, « va alle attitudini al "bello e ben fatto" che affonda le sue radici nelle botteghe del più vivace Medioevo e soprattutto nel Rinascimento di artisti e artigiani, architetti e costruttori, mercanti e mecenati. Ma anche alla straordinaria varietà delle produzioni italiane, ancor oggi attuali e competitive (le "nicchie" da primato, sui mercati globali in cui si apprezzano, di noi, l'eccellenza e la differenziazione). E soprattutto allo sguardo colto e curioso. creativo e innovativo, che ci ha sempre portati a fare "all'ombra dei campanili, cose belle che piacciono al mondo", per usare la sintesi di Carlo Maria Cipolla, autorevole storico dell'economia: prodotti di qualità, forti d'un ineguagliabile valore sia funzionale che estetico (grazie alla familiarità con il "kalòs kai agathòs", di cui si parla più a lungo nelle prossime pagine di questo libro), radicati nei valori del territorio e in grado di conquistare consumatori e altri produttori sulle varie, esigenti platee commerciali e industriali internazionali. "Impresa è cultura", da questo punto di vista».

All’incontro in programma domani, popo i saluti di Gennaro Zecca, imprenditore, presidente di Confindustria Chieti Pescara, interverranno il promotore dell'iniziativa, Alessandro Addari, imprenditore, vice presidente di Confindustria Chieti Pescara, presidente di Servizi innovativi, e Gilberto Candeloro della Imm Hydraulics. ©RIPRODUZIONE RISERVATA