Invasione Minions i buoni che sognano di essere cattivissimi

16 Settembre 2015

Centocinquanta anni fa era Dostoevskij a cercare il cattivo perfetto, incarnato nel suo Raskol’nikov, protagonista di Delitto e Castigo. Oggi ci pensano i Minions, adorabile popolazione di esserini...

Centocinquanta anni fa era Dostoevskij a cercare il cattivo perfetto, incarnato nel suo Raskol’nikov, protagonista di Delitto e Castigo. Oggi ci pensano i Minions, adorabile popolazione di esserini gialli e occhialuti destinati a fallimenti a ripetizione nella loro ricerca. Ma anche a riportare a casa caterve di dollari, per la gioia di Chris Meledandri, presidente della Illumination, la società d'animazione che ha prodotto il film campione d’incassi.

Che spiega così il successo: «A rendere i Minions irresistibili è la contraddizione tra la loro aspirazione ad essere cattivi e la loro natura primaria che li rende comunque buoni. E questa loro intrinseca caratteristica è propria anche di tutti noi». I Minions, gialli e amorfi in salopette e occhialoni, comunicano in un buffo grammelot, una sorta di esperanto globale che centrifuga le parole fino a creare un linguaggio improbabile eppure comprensibile, ed esistono fin dall'alba dei tempi; il loro unico scopo è servire il padrone più cattivo al mondo. Nei secoli ci provano con una lunga lista di candidati, dal T-Rex al Conte Dracula fino a Napoleone, senza successo, anzi scatenando ogni volta eventi catastrofici. Li troviamo depressi in Antartide negli anni Sessanta: tre di loro, Minion Kevin, Stuart e il piccolo Bob, fanno rotta su Orlando per partecipare al Villain-Con, la convention segreta di cattivi provenienti da tutto il mondo.

Qui trovano Scarlet Sterminator, cattivissima che sogna di rubare la corona alla regina Elisabetta. Un piano che porterà i Minions a invadere la Swinging London. Così la trama. Finirà con i tre Minions protagonisti che – dopo i titoli di coda – cantano e suonano Revolution dei Beatles, citati anche in una scena dove i tre esserini escono da un tombino, proprio mentre i Fab Four attraversano le strisce (e saltano sul tombino) come nella copertina di Abbey Road. Del resto l'intero film è stracolmo di citazioni e rimandi (da Ritorno al futuro al Grande dittatore, dai vari 007 a Godzilla e King Kong fino a Ghostbusters) che fanno la gioia dei cinefili e non solo. E gli stessi Minions, per gli appassionati di fumetti cult, rimandano agli Shmoo inventati negli anni Sessanta da Al Capp per il suo Li'l Abner.

I Minions in realtà è un prequel del fortunato “Cattivissimo me” (che ha avuto anche un sequel ancor più fortunato) dove le scatenate creature gialle erano gli aiutanti dell'ex malefico Gru, ed è diretto da Pierre Coffin (creatore della saga animata in 3d con Chris Renaud) e Kyle Balda. Il film prodotto dalla Illumination Entertainment ha superato abbondantemente il traguardo del miliardo di dollari in incassi globali, dei quali oltre 300 milioni raccolti negli Usa e poco meno di 700 all’estero, il top nella storia del cinema per un film d’animazione. Sui motivi del successo globale il regista Coffin ha le sue idee: «Questo film è stato pensato per un pubblico vastissimo, e per questo motivo abbiamo cercato di essere sottili e vari nello humour», spiega. «Ogni volta che ideavamo una scena comica, abbiamo cercato di lavorare su più livelli di umorismo. Questa è la magia dell'animazione. Puoi far esprimere qualsiasi cosa ai tuoi personaggi tramite un'azione puramente fisica». Trasversali e per tutte le età anche le gag, mentre la colonna sonora ammicca ai genitori e anche ai nonni che accompagnano i bambini al cinema (fra gli altri Doors, Rolling Stones, Beatles, Jimi Hendrix, Kinks, Who, Donovan...). Tra i doppiatori della versione italiana, per la villain Scarlet Sterminator e suo marito Herb (che in Usa hanno le voci di Sandra Bullock e Jon Hamm e in Francia quelle di Marion Cotillard e del compagno Gullaume Canet) ci sono Luciana Littizzetto e Fabio Fazio, per Gru c’è Max Giusti, per Madge Nelson Selvaggia Lucarelli mentre la voce narrante è quella di Alberto Angela.

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