«Io devo suonare». Il ritorno di Zucchero

15 Dicembre 2020

D.O.C. Deluxe edition: 6 nuovi brani e duetto con Sting. «Pablito mi regalava gol»

MILANO . «Tutto il mondo ci sta illudendo anche con questa pandemia: sembra un gioco di parole, ci baciamo, io invece sono un orso e preferisco una stretta di mano».
Così Zucchero alla presentazione da remoto del nuovo album “D.O.C. deluxe edition” contenente tutti i brani dell’album “D.O.C.”, più 6 nuove canzoni tra cui “September” in duetto con Sting. «Sting dopo averne composto la musica mi ha chiamato per propormi di adattare alla melodia un testo in italiano», racconta l’artista. «Ci conosciamo da 30 anni, a me il brano è piaciuto molto, risente e parla del periodo che stavamo vivendo e che stiamo ancora vivendo: eravamo a giugno e ci rivolgevamo al mese di settembre con il desiderio che un po’ di pioggia che potesse lavare via e purificare tutte le brutture del momento».
Nonostante il periodo, la creatività di Zucchero non viene meno, a differenza di altri artisti. «Non mi chiedo della creatività scomparsa in questo periodo per i alcuni colleghi», osserva. «Ho la fortuna di avere una carriera lunga, anche di successo, che mi permette di invecchiare bene artisticamente». La scomparsa di Paolo Rossi lo ha colpito tanto. «Era una persona di una dolcezza infinita, intelligente e semplice», ricorda. «A Pontremoli abbiamo giocato delle partite benefiche per l’ospedale e lui è sempre stato pronto a venire, insieme ad altri; era talmente generoso che mi passava la palla quasi sulla linea di porta con il fuori gioco che non esisteva, pallone calibratissimo che io puntualmente sbagliavo». Sono 14 le date di Zucchero “Sugar” Fornaciari previste all’Arena di Verona nel 2021; anche le 150 date mondiali si faranno nel 2021. «Stiamo aspettando di sapere e capire se possiamo ripartire e in che modo, con capacità Covid e quali numeri saranno», spiega. «Io devo suonare, noi dobbiamo dare un segnale di rinascita, anche se con meno gente e con tutti i controlli necessari: bisogna vedere poi se gli altri Paesi useranno lo stesso metodo. Lo streaming è piuttosto che niente ma è tutta un’altra storia: io eccito il pubblico dal palco con la mia musica, ma poi mi torna tutto ed è la grande differenza».
Franco Gigante