Isabella Ragonese in tv è Letizia Battaglia «Fotografava l’anima»

21 Maggio 2022

Su Rai1 domani e lunedì la serie diretta da Roberto Andò In onda la vita travolgente e le opere della grande reporter

«Nel primo incontro con Letizia Battaglia avevo paura: sapevo che era una persona molto schietta. Mi ha detto che ero troppo magra, mi ha fatto un caffè e poi mi ha guardato. Ogni tanto, poi, mentre parlavo mi faceva una foto. Aveva un modo di conoscere le persone molto particolare: faceva una vera e propria non fotografia anche dell'anima, per conoscerla al di là di costruzioni sociali e maschere. Un atteggiamento sfidante che metteva anche nel lavoro da fotografa. Amava il teatro, era piena di interessi». A parlare è Isabella Ragonese, attrice palermitana che presta il volto alla grande fotografa scomparsa ad aprile, a 87 anni. La serie tv Solo per passione, Letizia Battaglia fotografa verrà trasmessa su Rai1 il 22 e 23 maggio, per il 30° anniversario della strage di Capaci. Prodotta da Angelo Barbagallo per Rai Fiction, la mini serie ha la regia di Roberto Andò, che fu amico della Battaglia (che ha collaborato insieme a Monica Zampelli alla sceneggiatura). Nel corso della presentazione, il regista cede alla commozione: «Oggi avevo un appuntamento con Letizia. In qualche modo, abbiamo rispettato l'impegno. Letizia aveva un’irrequietezza mai risolta. L'idea di aiutare gli altri e cambiare il mondo la dominava. Era una donna brusca, ma di grandissima generosità». Come racconta Andò, «l'idea è nata a una cena e lei si è appassionata subito all'idea. Letizia ha avuto una vita da romanzo, forse perché era in anticipo con i tempi: una vita molto dolorosa, ma mai rassegnata. Credo che siamo riusciti a trovare il modo per raccontare tutto, insieme a Letizia. Ci sentivamo quotidianamente, fino a qualche giorno prima della sua scomparsa».
Sullo schermo, la vedremo giovane, che arriva a Palermo, terra che ha amato e odiato e da dove ha provato a fuggire per Milano o Parigi, per poi tornare sempre a casa. A cominciare dal matrimonio a 15 anni, la fuga dal padre. Il primo parto a 16 anni e la seconda fuga, stavolta dal marito. Sola con tre figlie. Rinchiusa per adulterio, affidata allo psichiatra. Ad aiutarla l'amica più cara, l'architetta che le dona la prima fotocamera e la ospita a Roma, dove un fotografo s'infatua di lei. Nel 1967 il primo contatto con L'Ora, poi il rapporto di lavoro con lo storico direttore Vittorio Nisticò. È la storia amara di una città che Letizia racconta, ma rifiutandosi infine di fotografare le apocalissi di Capaci e via D'Amelio, tornando invece alle bambine colte nella loro fragilità fra i vicoli. Nella Palermo del giornale L'Ora, una Palermo che non c'è più. La stessa che le ha dato la fortuna e il dolore d'essere presente fra lontane primavere e feroci mattanze. Costretta a guardare con gli occhi e l’obiettivo le facce degli assassini o la devastazione di una Sicilia che non riesce a mettersi con le carte in regola. Tutti colti nelle istantanee che le fecero conquistare nel 1988 a New York il prestigioso premio Eugène Smith.
Nella miniserie, inquadrati dal suo obiettivo, sfilano mafiosi, povera gente, bambine, grandi personaggi della nostra storia civile e culturale, come lo stesso Falcone, Leonardo Sciascia, Pier Paolo Pasolini. La sua vicenda personale racconta di una donna che si ribella al destino di figlia subordinata e di moglie oppressa e si trasforma in una combattente che, in cinquant'anni di attività, con tenacia e coraggio, sarà riconosciuta come una delle più grandi fotografe del mondo. Nel travolgente romanzo che è la vita di Letizia, si mescolano i segni di una personalità fuori dal comune.