James Senese «A Pescara con la mia Napoli»

Il sassofonista stasera in piazza Alessandrini «Suonando ho scacciato i timori dell’anima»
James Senese e Napoli Centrale saranno in concerto, stasera alle 22, in piazza Alessandrini a Pescara, per la Festa di San Cetteo. L’ingresso è gratuito.
Reduce da un lunghissimo tour (oltre 200 concerti in tre anni) che lo ha portato a girare l’Italia e l’Europa per promozionare “O’ Sanghe” (Ala Bianca/Warner), album uscito nel 2016 e vincitore della Targa Tenco nel 2017, il sassofonista e cantante napoletano nel 2018 festeggia i 50 anni di carriera con un doppio album dal vivo dal titolo “Aspettanno ‘O Tiempo”, registrato durante il tour invernale scorso, che conterrà i suoi grandi successi e due inediti. In scaletta, nel concerto di questa sera a Pescara, ci sono tanti brani cari ai suoi fan e che hanno segnato le tappe fondamentali della carriera di un artista che, a distanza di cinquant'anni, continua a stupire ed emozionare con il suo inconfondibile groove. Senese ha legato il suo suono, oltre che ai Napoli Centrale e agli Showmen, ovviamente a Pino Daniele, di cui è stato suono autentico e struggente. La formazione attuale dei Napoli Centrale vede James Senese alla voce e sax, Ernesto Vitolo alle tastiere, Gigi De Rienzo al basso e Agostino Marangolo alla batteria. Questa è anche la band che ha registrato “Nero a metà” di Pino Daniele, forse il disco più famoso dello scomparso artista napoletano
«E’ molto difficile parlare di se stessi, nonostante la mia musica da molti anni dica chi sono, meglio di tante parole», dice Senese. «Ciononostante voglio farlo con questo breve scritto. Sono arrivato all’età di 73 anni felice di questo traguardo. Il tempo è una cosa che assume significato col passare degli anni; da giovane ci fai poco caso, non te ne curi. Ma poi quando comincia a correre cerchi di fissarlo, di rallentarlo. Io lo faccio armato di sax e sentimento».
«Sono nato nel 1945», prosegue il musicista napoletano, «anno della fine della guerra, da padre americano e madre napoletana. Sin da piccolo ho sempre cercato di contrastare quello che ritenevo ingiusto, primo fra tutti il pregiudizio. Sicuramente il colore della mia pelle ha contribuito a sviluppare questo sentimento. Immaginatevi come poteva sentirsi nel 1960 un ragazzo di 15 anni napoletano guardandosi allo specchio, vedendosi diverso dai miei coetanei, e da quello che la società del dopoguerra imponeva. Insomma, ho avuto la mia parte di complessi da superare, cercando di sentirmi uguale agli altri che spesso non mancavano di far notare la mia “diversità”. Poi un giorno ho scoperto lo strumento che ha cambiato per sempre la mia vita, il sassofono. Lì ho condensato tutte le mie angosce, le mie paure, soffiandole via, letteralmente. Ho capito che potevo liberarmi di tutti i problemi, che potevo scacciare i timori che attanagliavano la mia anima. Sono di famiglia modesta, per non dire povera. Suonando decisi che avrei voluto parlare degli ultimi, di quelli che non ce la fanno, di quella parte di popolo che vive a testa bassa per portare a casa la pagnotta; ma», conclude James Senese, «avrei anche voluto parlare di amore e rispetto per le persone».
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