Jazz, pop, ritmi africani: l’Opus Magnum in concerto all’Aquila

L’AQUILA. Riprendono i concerti del giovedì programmati dal Circolo Giovani Amici della Musica della Società Aquilana dei Concerti “Barattelli”, con un evento originale dedicato alla musica jazz....
L’AQUILA. Riprendono i concerti del giovedì programmati dal Circolo Giovani Amici della Musica della Società Aquilana dei Concerti “Barattelli”, con un evento originale dedicato alla musica jazz. Approda a L’Aquila il progetto Opus Magnum Jazz Group, un ensemble operante dal 2018 e che già si sta imponendo nella scena internazionale per la qualità artistica e l’originalità della proposta musicale. Il concerto è in programma all’Auditorium del Parco, questa sera con inizio alle 21.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra il batterista e compositore Ettore Fioravanti e il clarinettista Marco Colonna e rappresenta la naturale evoluzione del loro duo, con il coinvolgimento di altri musicisti provenienti da aree diverse con i quali condividono un’idea di fare musica. All’inizio in quartetto con il contrabbassista pugliese ma di formazione romana Igor Legari, il percussionista al vibrafono Andrea Biondi, diplomato al conservatorio di musica “Casella” dell’Aquila, l’ensemble si stabilizza nella forma del sestetto con l’aggiunta di due musicisti in crescente carriera come Francesco Fratini alla tromba e Filippo Vignato al trombone, quest’ultimo vincitore del Top Jazz “Miglior Nuovo Talento” nel 2016. Con questa formazione il gruppo ha registrato il cd “Attraverso ogni confine” uscito nell’estate 2022 per Parco della Musica Records. Non solo il titolo di un album ma un manifesto del loro modo di liberare le forze creative dei componenti del gruppo per manipolare, modificare e ricostruire tutte le strutture sonore originali. Non c’è limite agli argomenti musicali trattati, dalla tradizione jazzistica, Monk e Dolphy in particolare, a quella popolare, dalle canzoni agli spunti dal repertorio classico, dal rock alle suggestioni africane, e così via. «Si tratta sempre di creare stimoli all’improvvisatore», dice Fioravanti, «perché la musica si sviluppi in tempo reale e con la partecipazione di tutti, a creare un lavoro grande che sia specchio della loro anima»