Jazz, pop, rock, lirica “Improvvisazioni” per Rea in piano solo

TERAMO. Serata imperdibile per gli amanti del jazz, e non solo, a Teramo con Danilo Rea. Il grande pianista, nome di spicco del concertismo internazionale, sarà protagonista stasera del recital in...
TERAMO. Serata imperdibile per gli amanti del jazz, e non solo, a Teramo con Danilo Rea. Il grande pianista, nome di spicco del concertismo internazionale, sarà protagonista stasera del recital in piano solo “Improvvisazioni”, ospite della 40ª stagione della Società Primo Riccitelli. Appuntamento alle ore 21 nella sala polifunzionale “Cristina da Pizzano” (in via Comi 11). Il concerto è in abbonamento, ma sono disponibili i biglietti: posto unico 15 euro. Il botteghino apre alle 19.30. Info: 0861 243777.
Melodia e improvvisazione caratterizzano lo stile personalissimo di Danilo Rea, che alla passione per il jazz ha sposato influenze rock, pop, operistiche, solidissimi studi classici e l’amore per Bach. I suoi concerti solistici, con improvvisazioni capaci di spaziare su ogni repertorio e genere, hanno entusiasmato le platee. Nato a Vicenza per caso, ma romano a tutti gli effetti, Rea ha maturato la passione per la musica in famiglia grazie alla presenza in casa dei vinili di Domenico Modugno.
La passione è poi diventata studio al Conservatorio di Santa Cecilia, con un diploma in pianoforte col massimo dei voti. Conservatorio dove Rea è tornato per ricoprire la cattedra di jazz. Dagli esordi live, appena maggiorenne, nel Trio di Roma con Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto, il percorso del musicista romano ha accompagnato le produzioni dei più importanti cantanti e cantautori italiani: Mina, Paoli, Claudio Baglioni, Pino Daniele, Modugno, Fiorella Mannoia, Cocciante, Renato Zero, Morandi, Celentano. L’affermazione del suo talento a livello internazionale gli ha fruttato prestigiose collaborazioni con le stelle del jazz: Chet Baker, Lee Konitz, Steve Grossman, Bob Berg, Phil Woods, Michael Brecker, Tony Oxley, Gato Barbieri, Aldo Romano, Brad Mehldau.
Per una decina di anni ha fatto parte con Pietropaoli e Fabrizio Sferra del trio Doctor 3, più volte premio della critica come miglior gruppo jazz. Ma la dimensione preferita da Rea, in concerto e in studio di registrazione, è ormai da tempo quella solistica, momento ideale per dar forma al proprio mondo espressivo e al talento naturale per l’improvvisazione: le idee che convergono nelle performance vanno dalle pietre miliari del jazz alle arie d’opera, passando per le canzoni italiane. Primo disco solista è Lost in Europe (2000), composto durante un tour europeo; nel 2003 ecco Lirico, fusione di lirica e jazz. Seguono Solo (2006) e Introverso (2008), album in cui Rea si cimenta con composizioni inedite, e il pluripremiato A Tribute to Fabrizio de André (2010). Nel 2015 esce Something in our way, ispirato al repertorio di Beatles e Rolling Stones. Tra le collaborazioni degli ultimi anni i lavori con Gino Paoli, il live Due come noi che… (2012) e Napoli con Amore (2013), le musiche dei documentari di Walter Veltroni Quando c’era Berlinguer e I bambini sanno, e la presentazione a Umbria Jazz 2015 di …In Bach?, progetto live a 4 mani col pianista iraniano Ramin Bahrami, tra i maggiori interpreti delrepertorio bachiano.