John Malkovich racconta il dramma dei desaparecidos con i Solisti Aquilani

Tre appuntamenti prestigiosi per i Solisti Aquilani che saranno ospiti dell'Emilia Romagna Festival (oggi al Teatro Diego Fabbri di Forlì, ore 21), del Ljubljana Festival (20 luglio, Union Hotel, ore...
Tre appuntamenti prestigiosi per i Solisti Aquilani che saranno ospiti dell'Emilia Romagna Festival (oggi al Teatro Diego Fabbri di Forlì, ore 21), del Ljubljana Festival (20 luglio, Union Hotel, ore 20) e del Mittelfest, in programma a Cividale del Friuli (21 luglio, Piazza Duomo, ore 22), insieme ad una icona internazionale del cinema, la leggenda hollywoodiana John Malkovich. Malkovich e i Solisti Aquilani saranno i protagonisti dell’attesa prima italiana del recital “Report on the blind" accanto alla pianista russa Anastasya Terenkova e la violinista slovena Lana Trotovšek. Sul podio Alvise Casellati. In programma brani di Bach (Concerto in la minore per violino, archi e basso continuo), Shostakovich (Kammersinfonie op.110a) e Šnittke (Concerto per pianoforte e archi con voce recitante). L’attore statunitense darà voce alle parole dello scrittore argentino Ernesto Sabato (fisico, matematico, letterato di origini italiane, creatore nell’Argentina post-golpista della Commissione per le ricerche sui desaparecidos), cui faranno da contrappunto i Solisti Aquilani con brani tratti dal Concerto per pianoforte e archi di Alfred Šnittke. Filo conduttore il romanzo “Sopra eroi e tombe”. Alla vigilia del debutto, Malkovich ha risposto ad alcune domande del Centro.
Come nasce l’idea di Report on the blind?
«Ho acquistato i diritti di Sopra eroi e tombe una ventina di anni fa, avevo intenzione di farne un film, poi non se ne è fatto nulla, sapevo che prima o poi ne sarebbe venuto fuori qualcosa; stimo enormemente Ernesto Sabato, credo che sia uno scrittore enormemente dotato ed estremamente umano. Questa idea in particolare nasce quattro o cinque anni fa, ero a Firenze con la pianista KseniaKogan e lei suonava alcuni pezzi, tra cui qualcuno di Philip Glass, di Alberto Iglesias. Volevamo continuare a lavorare insieme e decidemmo di provare a creare qualcosa di nostro, un brano teatrale con uno musicale; lei voleva assolutamente suonare il Concerto per pianoforte ed archi di Alfred Šnitke e dopo averlo ascoltato varie volte ho pensato che potesse andare bene con un estratto del romanzo di Sabato, perché è calmo ed in un certo modo paranoico, ipnoticamente ripetitivo ma con improvvisi cambi di registro».
Ernesto Sabato è stato anche un attivista, Sopra eroi e tombe parla del governo peronista e delle sue ingiustizie, è per questo che l’ha scelto?
«No. Credo che le ideologie abbiano fatto enormi danni all’umanità e troppo spesso sembriamo dimenticarcene. Per questo mi tengo lontano dalla politica e dalla religione, non mi dà fastidio che altre persone abbiano ideali o credano in un dio ma a me interessano le persone e quello che pensano, non voto dal 1972. Una volta stavo discutendo con Bertolucci, non mi ricordo di cosa parlassimo, lui mi rimproverava di non capire che nella vita tutto è politico, io gli rispondevo che era lui a non capire che nella vita tutto è personale».
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