Jovanotti presenta il palco del tour «Voglio uno spettacolo mai visto»

26 Maggio 2015

PESCARA. Mancano poche settimane a lla partenza di Lorenzo negli stadi 2015, il nuovo tour di Jovanotti che farà tappa a Pescara il 22 luglio, e in esclusiva sullaJovaTv, e disponibile la video...

PESCARA. Mancano poche settimane a lla partenza di Lorenzo negli stadi 2015, il nuovo tour di Jovanotti che farà tappa a Pescara il 22 luglio, e in esclusiva sullaJovaTv, e disponibile la video presentazione del palco che accoglierà lo spettacolo. Un fulmine colorato che colpisce il palco: così si presenta la scenografia del tour. «Avevo in mente i grandi palchi dei concerti che mi hanno fatto impazzire, i giganteschi spazi degli U2 o gli spettacoli di Springsteen», ha spiegato Jovanotti, «e quella cosa che riesce a trasformare uno stadio in uno spazio intimo dove è possibile il contatto. Ho lavorato sull'idea di un palco a colori, di uno spazio che sia il contrario del minimalismo. In un momento come questo il mio desiderio è di evocare la fantasia», ha aggiunto. «Musica, regia, costumi, luci, effetti e visual ad altissima tecnologia. Sto costruendo un concerto, uno spettacolo che così non lo avete mai visto! E siccome nella vita ho avuto il privilegio di poterlo fare, lo faccio: voglio che sia un'esperienza indimenticabile per me e per quelli che verranno a vederci, una vera magia, una vera goduria!». L'ispirazione è in una parola: rock'n'roll, che diventa aggettivo qualificativo. «Ho scelto il fulmine», ha detto Lorenzo, «perché è contemporaneamente il passaggio tra il cielo e la terra, energia, elettricità, rapidità, meraviglia, luce nella notte ma è anche una crepa che dichiara la nostra fragilità che, dinamica e pericolosa, dichiara uno stato di assoluta precarietà delle cose. E a cavallo di questo crinale si arricchisce l'esistenza e quindi questo spettacolo. Anche il rock'n'roll per certi versi è una Crepa/Fulmine. Siamo vivi in questo momento, in questo pezzo di tempo che ci è dato da vivere e il fulmine è la crepa che segna il nostro passaggio di conoscenza».

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