“Ju Buk” conquista Scanno: la cultura parla al femminile

Successo per la terza edizione del festival letterario tutto dedicato alle donne Oggi due appuntamenti con le scrittrici Piera Carlomagno e Djarah Khan
Prosegue con grande successo di pubblico la terza edizione di Ju Buk, rassegna letteraria tutta al femminile diretta dalla sociologa e giornalista Eleonora De Nardis Giansante e promossa dal comitato Scanno Borgo in festival con il patrocinio di ministero della Cultura e Regione Abruzzo. Tre giorni di cultura e incontri nel bellissimo borgo di Scanno, uno dei più fotografati d’Italia. Ju Buk prende il nome dalla bisaccia del pastore transumante, ma qui, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il festival dà voce alle donne in un momento storico particolarmente delicato in cui i diritti acquisiti spesso sono messi in discussione e in cui in tanto mondo, dall’Iran, all’Afghanistan, si alzano le proteste di chi quei diritti non li ha neanche mai conosciuti.
Tanti gli ospiti che si sono avvicendati, dall’esordiente abruzzese Kristine Maria Rapino con il suo Fichi di marzo (Sperling&Kupfer) alla scrittrice siciliana Anna Giurickovic, che vive tra Roma e Parigi, che nel 2020 ha pubblicato Il grande me (Fazi), presenti per la narrativa nella prima giornata di venerdì. Per la seconda giornata, invece, protagonista è stata ieri la saggistica: sul palco la giornalista e antropologa Tiziana Ciavardini con il suo lavoro Ti racconto l’Iran. I miei anni in terra di Persia (Armando) e l’economista femminista Azzurra Rinaldi, direttrice della School of Gender Economics di Unitelma Sapienza, con Le signore non parlano di soldi (Fabbri).
Oggi, per la terza giornata del festival, la parola passa alla pluripremiata giallista Piera Carlomagno, autrice di Il taglio freddo della luna (Solferino), in dialogo con Anna Cennamo, ore 18. Alle 19, l’afropartenopea Djarah Khan, con il suo acclamato Ladri di denti (People), dialoga con Silvia Mosca.
Come spiega De Nardis, l’edizione di quest’anno è incentrata sui temi del dialogo, delle radici, dell’interculturalità e delle istanze femministe nella letteratura. Volutamente, la direttrice ha voluto inserire in rassegna anche autrici esordienti: anche quest’anno, infatti, Ju Buk assegna il Premio Opera Prima, affidato alla direzione artistica di Valeria Gargiullo, enfant prodige di Salemi e vincitrice dell’ultimo Premio John Fante, a Torricella Peligna, con Mai stati innocenti. Madrina dell’evento, l’attrice Valentina Melis, attivista per i diritti civili e le pari opportunità e testimonial dell’associazione Differenza Donna, in prima linea contro la violenza.