Kasia Smutniak torna dalla guerra in “Limbo” la nuova fiction di Rai1

15 Novembre 2015

ROMA. «Sono nata e cresciuta in una famiglia di militari (il padre era un generale dell'aviazione, ndr), è una realtà che conosco bene, anche mia nonna era una donna soldato e quando uscivo da scuola...

ROMA. «Sono nata e cresciuta in una famiglia di militari (il padre era un generale dell'aviazione, ndr), è una realtà che conosco bene, anche mia nonna era una donna soldato e quando uscivo da scuola andavo a trovarla in caserma. Nel mio paese le donne sono potute entrare nei corpi militari molti anni prima che in Italia. È un ruolo dunque che sognavo di interpretare da sempre, ma cercavo quello adatto. Ci siamo preparati incontrando soldati in missione di pace che ci hanno supportato e seguiti passo passo, facendoci vedere la vita nella quotidianità, così come l'addestramento, o anche filmati reali di attentati che mi hanno molto scosso».

L'attrice di origine polacca Kasia Smutniak è la protagonista con Adriano Giannini, di “Limbo”, una storia di amore e di perdita, di morte e di resistenza, che ci interroga sulle nostre scelte e sulle nostre responsabilità. È il titolo scelto a rappresentare l'Italia nel concorso internazionale del Roma Fiction Fest e proiettato ieri. Il tv movie è tratto dall'omonimo romanzo del 2012 di Melania Mazzucco (Einaudi editore), con la sceneggiatura di Francesco Piccolo e Laura Paolucci. Il film per la tv, diretto da Lucio Pellegrini, prodotto da Fandango per Rai Fiction, andrà in onda su Rai1 il 2 dicembre, ma la presentazione alla rassegna all'indomani dei tragici fatti di Parigi lo rende drammaticamente ancor più attuale.

Smutniak è Manuela Paris, una donna soldato, giovanissima, ma già sottoufficiale dell'esercito al comando di un plotone in Afghanistan dove è rimasta vittima di un attentato: una bomba ha ferito gravemente lei e ucciso alcuni dei suoi uomini. Alla vigilia di Natale la donna torna a casa, in una cittadina sul mare vicino Roma. Non ha ancora ventotto anni, è vittima di un disturbo post-traumatico da stress. Ma il sanguinoso attentato in cui è rimasta gravemente ferita la costringe a una guerra molto diversa e non meno insidiosa: contro i ricordi, il disinganno e il dolore, ma anche contro il ruolo stereotipato di donna e vittima che la società tenta di imporle. L'incontro con il misterioso ospite dell'Hotel Bellavista, Mattia (Giannini), un uomo apparentemente senza passato e, come lei, sospeso in un suo personale limbo di attesa e speranza, è l'occasione per fare i conti con la sua storia. E per scoprire che vale sempre la pena vivere - perché nessuno, nemmeno lei, è ciò che sembra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA