Kureishi: leggere aiuta a battere la paura dei tempi futuri

9 Dicembre 2016

ROMA. Cinquemila storie distribuite tra gli stand del Palazzo dei Congressi a Roma per raccontare, in 5 giorni di eventi, incontri e presentazioni, lo stato dell’arte della piccola e media editoria...

ROMA. Cinquemila storie distribuite tra gli stand del Palazzo dei Congressi a Roma per raccontare, in 5 giorni di eventi, incontri e presentazioni, lo stato dell’arte della piccola e media editoria italiana. La quindicesima edizione di Più libri più liberi (www.plpl.it), la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria promossa e organizzata da AIE - Associazione Italiana Editori e in programma fino a domenica al Palazzo dei Congressi dell’EUR, che ieri ha acceso i riflettori con gli interventi delle autorità istituzionali e degli organizzatori.

In quella che il Presidente di AIE, Federico Motta, ha descritto come «la casa degli editori italiani», il Sottosegretario di Stato del Ministero dei Beni Culturali Antimo Cesaro ha portato dei numeri: «In Italia il 42% dei bambini di età inferiore ai 6 anni legge almeno un libro all’anno. È un dato confortante, meno lo è pensare alla restante parte che non legge. Abbiamo il dovere di mettere a terra delle azioni per migliorare la tendenza e la piccola editoria può fare molto per la crescita del Paese. Dovere di tutti in tal senso è riuscire a valorizzare le piccole realtà di produzione e distribuzione che spesso rappresentano gli unici centri di cultura per i comuni meno popolati o per gli ambienti di periferia. La cultura è un ascensore sociale e motore di emancipazione culturale». Una conclusione che introduce al meglio l’intervista di Giorgio Zanchini ad Hanif Kureishi, che si dice subito felice di essere arrivato in Italia proprio nel mezzo del «bellissimo caos post-referendum»: «Con Beppe Grillo potrebbe anche arrivare una tempesta per l’Italia». Un inizio di slancio che prosegue con una riflessione sul ruolo della scrittura nelle nostre società. «Gli scrittori indipendenti possono e devono contribuire con riflessioni e idee» afferma senza esitazioni il grande romanziere e sceneggiatore: «Andiamo verso tempi più ideologici, verso una nuova guerra civile, e chi crea cultura ha il compito di mantenere le idee in movimento. Soprattutto tra i giovani. Credo che tutti noi abbiamo paura per il futuro dei nostri figli, nel Regno Unito come in tutta Europa e nel resto del mondo: è fondamentale che continuino a leggere, a scrivere e a contribuire al bellissimo caos culturale, mettendo in circolazione pensiero critico».