L’abruzzese D’Alberto per la musica di Salvation

29 Luglio 2017

TERAMO. Dopo il torneo di Wimbledon, dopo la Apple, anche la Cbs ha voluto la musica neoclassica di Luca D’Alberto. Il potente canale televisivo statunitense ha scelto un brano del violista e...

TERAMO. Dopo il torneo di Wimbledon, dopo la Apple, anche la Cbs ha voluto la musica neoclassica di Luca D’Alberto. Il potente canale televisivo statunitense ha scelto un brano del violista e compositore teramano per il momento clou della sua nuova serie “Salvation”, 13 episodi in onda negli States dal 12 luglio e probabilmente in arrivo in Italia l’anno prossimo.
“Yellow Moon”, bellissimo pezzo tratto dal recente album di Luca D’Alberto “Endless”, chiude la prima puntata, quando si intuisce il pericolo che incombe sulla Terra. Scritta da Liz Kruger e Craig Shapiro, già creatori e produttori di “Necessary Roughness”, “Salvation” è basata su una storia di Matt Wheeler (“Hawaii Five-0”). La prima stagione ruota attorno al neolaureato Liam e al genio della tecnologia Darius, che informano una ufficiale del Pentagono, Grace (Jennifer Finnigan), della presenza di un asteroide in grado di colpire la Terra di lì a sei mesi.
L’album “Endless” è stato in questi mesi “saccheggiato”: un’altra serie tv americana, “Weediquette”, ha utilizzato proprio il brano che dà nome al disco; “Wait for me” ha accompagnato lo spot ufficiale di Wimbledon; l’altro singolo “Her Dreams” è stato scelto da Apple per la pubblicità “The Archives”. «La musica strumentale è di per sé cinematografica. Confinarla nella performance, cioè il concerto dal vivo, è un po’ castrante, limitante», spiega al Centro il compositore abruzzese. «Il vero business di questo tipo di musica sta nelle sincronizzazioni, nell’utilizzo della musica come colonna di altre forme espressive, cinema, teatro, installazioni, pubblicità. Certo, mi piace performare, ma il rapporto con l’immagine è molto interessante e appagante. Come fai a dire di no a Wimbledon o alla Apple perché devi fare dieci concerti? Io mi sento più compositore. Mi piace, oltre a fare concerti, coltivare anche le occasioni di collaborare con grandi artisti come Peter Greenaway (già quattro i progetti realizzati insieme, l’ultimo al recente Festival dei Due Mondi di Spoleto, ndc) o il Pina Bausch Tantheater».
Passato da pochi mesi alla scuderia berlinese !K7, Luca D’Alberto ha un’agenda fitta di impegni: «Sto completando le musiche per il nuovo film di Costanza Quatriglio e poi c’è il progetto del documentario sulla vita di Greenaway». Nell’immediato un concerto in Francia, il 5 agosto, invitato (unico ospite straniero) nella prestigiosa rassegna “O grand R”, che si svolge nel parco del cinquecentesco château de Sédières, a Clergoux.
Dopo l’attenzione ricevuta da Billboard, anche le riviste specializzate francesi hanno accolto entusiasticamente “Endless”, a partire dall’autorevole Les Inrockuptibles. «In Francia mi amano. Sono uscite parecchie recensioni molto positive», aggiunge felice il 34enne autore teramano, corteggiato anche da un importante produttore cinematografico americano che, in vacanza a Madrid, sentendo in un negozio “Wait for me” ha subito cercato brano e autore con Shazam e immediatamente contattato Luca.
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