L’Abruzzo artigiano nell’arte di Levini in mostra a Firenze

LORETO APRUTINO. La materia deformata dal tocco degli dei, il piede di Mercurio, la mano di Venere. Carta da parati a morte, visioni metafisiche, il potere dell'immaginazione, l'indicibile...
LORETO APRUTINO. La materia deformata dal tocco degli dei, il piede di Mercurio, la mano di Venere. Carta da parati a morte, visioni metafisiche, il potere dell'immaginazione, l'indicibile contemporaneo e non solo.
“Visioni e geografie” è la mostra di Felice Levini appena inaugurata negli spazi del Chini Contemporary , luogo di ricerca artistica contemporanea del Chini Museo di Borgo San Lorenzo (Firenze). A partire dal titolo l’artista sviluppa nei grandi spazi di Villa Pecori Giraldi un percorso che rivela gli elementi centrali della sua poetica e dei molteplici linguaggi utilizzati. Le molte opere, con diversi inediti, che si susseguono nell’infilata dei sei saloni dedicati tracciano una grande mappa concettuale e ricognitiva dei codici linguistici e interpretativi posti in essere da Levini (Roma, 1956). L’artista non manca di restituire una visione dell’arte come forma nuova della realtà che appare - inevitabilmente - nella sua inedita complessità. Le opere in ceramica presenti in mostra sono state realizzate in Abruzzo. Levini ha lavorato insieme al maestro ceramista Giuseppe Liberati, abruzzese di Villamagna (dove ha sede il suo laboratorio), dando forma e concretezza al suo progetto artistico . In occasione della inaugurazione della mostra “Visioni e geografie” il Chini Museo ha presentato la tavola rotonda “Progettare il caos” ideato e curata dal proprio direttore Alessandro Cocchieri in collaborazione con Ram radioartemobile e trasmesso in streaming e podcast. Alla tavola rotonda sono intervenuti insieme a Felice Levini: Lorenzo Bruni, Cecilia Casorati, Valentino Catricalà, Alberto Garutti, H.H. Lim, Arnoldo Mosca Mondadori, Gino Sabatini Odoardi, Donatella Spaziani. La mostra di Levini può essere visitata fino al 21 giugno, sarà prodotto un catalogo con fotografie del fotografo abruzzese Gino Di Paolo. «È nostra intenzione», afferma Di Paolo, del cda della Fondazione No Man's Land che ha sede a Loreto Aprutino, «riattivare la collaborazione tra artigiani abruzzesi, ceramisti, fabbri, ebanisti di supporto al lavoro degli artisti contemporanei, come avvenuto negli anni '70 con il progetto Il mondo delle Idee di Mario Pieroni».
Come accade oggi con i lavori di Stefano Arienti (l'arazzo in seta realizzato nei laboratori Brioni di Penne raccogliendo la tradizione della storica Arazzeria Pennese), Mario Airò ( progetto “Modellare l'acqua” in ceramica di Castelli, in mostra la prossima estate a Castelbasso Progetto cultura- Fondazione Malvina Menegaz), e Felice Levini (“Visioni e geografie”). Il progetto Chini Contemporary intende dare spazio agli artisti contemporanei che si interfacciano con le imponenti sale storiche del museo che ospita la Collezione Galileo Chini, un museo aperto alla sperimentazione dedicato alle famiglie e ai più piccoli. Il parco monumentale che circonda la villa è accessibile al pubblico in orario di apertura del museo.
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