L’Abruzzo contro De Sica: nel film la pesante battuta che denigra il nostro vino

8 Dicembre 2022

Reazioni a catena per il discusso trailer del cinepanettone di Natale E Marsilio scrive all’attore: «Ora dovresti farci uno spot gratuito»

PESCARA.. Una beffa. Proprio nell’anno in cui l’Abruzzo è stato premiato come Regione vinicola dell’anno a livello internazionale, arriva da un cinepanettone italiano una coltellata alla schiena che va a ferire l’intero settore enologico e l’immagine dei suoi prodotti. E’ bastato un passaggio, una frase per provocare una rivolta e creare un caso nazionale sfociato in una diffida legale per chiedere lo stop del trailer in circolazione online e social e la sospensione della programmazione del film prevista dal 19 dicembre su Netflix - la maggiore piattaforma streaming televisiva con migliaia di abbonati - nel caso in cui lo spezzone non venisse nel frattempo tolto.
A inviare la diffida è stato il Consorzio di tutela vini d’Abruzzo appena ha valutato i contenuti ritenuti denigratori nello spot di Natale a tutti i costi, classica commedia (remake della pellicola francese del 2021 Mes très chers enfants) in cui due genitori attirano i figli a casa per le feste con l'inganno. Il film tv è diretto da Giovanni Bognetti e gli interpreti sono Christian De Sica, Angela Finocchiaro, Dharma Mangia Woods e Claudio Colica.
Nei primi secondi del video promozionale De Sica è a tavola con altri e uno dei commensali gli versa del rosso, sottolineando che proprio quel vino ha ottenuto il riconoscimento di “Bottiglia dell'anno in Abruzzo”. De Sica, alla domanda «com’é?», replica con una smorfia rispondendo «...'na merda».
Anche se non c'è un riferimento diretto al vino abruzzese, c’è il fatto che nella scena è indicata una bottiglia che in Abruzzo è stata ritenuta/giudicata campione del mondo e che invece viene tragicamente bocciata dall'attore. Quanto basta per creare una sollevazione contro il film poiché mette in cattiva luce gli operatori abruzzesi (dai produttori ai sommelier) del vino e indirettamente allude al prodotto stesso. Di qui la diffida con la quale il Consorzio tutela chiede di fermare il trailer, di sospendere la programmazione del film e quindi di far sparire la parola Abruzzo dalla scena.
«Caro Christian De Sica, non sei stato “delicatissimo” con noi. Meriteresti una punizione ma a una battuta che si poteva risparmiare, potremmo rimediare con uno spot gratuito per i nostri vini, che lo meritano. In attesa di una Sua risposta Le auguriamo (visto che se l’è cercata!), come si usa dire nell’ambiente dello spettacolo: “merda, merda, merda!”. E’ in sintesi la lettera che il presidente della giunta regionale Marco marsilio ha inviato all’attore romano protagonista del cinepanettone tv dell’”offesa” sul vino abruzzese. Tra l’ironico e il serio Marsilio sceglie la strada dell’accordo possibile per a «lenire i sentimenti feriti dei nostri viticoltori e degli abruzzesi tutti. E rinsaldare il legame con il suo pubblico, che anche qui è numeroso e al quale, invece di un sorriso, questa volta ha strappato una smorfia».Marsilio definisce la battuta incriminata poco “sobria” sui vini abruzzesi, «che sinceramente ci ha lasciato con l’amaro in bocca». «Dispiace però che gli autori non abbiano avuto la fantasia e l’acume necessari per evitare di recare un’offesa gratuita e ingenerosa, oltre che profondamente ingiusta (...) minando una reputazione conquistata con tanto lavoro e altrettanta passione».
Come “punizione” per il danno arrecato, il governatore ha pensato di invitare De Sica a una “passatella” in una cantina abruzzese «per poi farla “olmo”, negandole il piacere di condividere in amicizia i nostri deliziosi vini, rimandandola a casa con la gola asciutta e la sete inesausta. Ma siccome noi abruzzesi siamo “forti e gentili”, non le useremo questa cattiveria e le proponiamo di chiudere questo sgradevole incidente accogliendo il nostro invito a venirci a trovare quanto prima».
«Una gemma ricca di tradizioni e intrisa di innovazione» ha scritto dell’Abruzzo la rivista inglese Wine Enthusiast, nell’assegnare il premio di Regione vinicola dell’anno: una gemma che non “piace” a tutti.
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