L’Abruzzo di Ben Pastor brilla ai Premi Flaiano

Serata di festa per la consegna del Pegaso d’Oro in piazza Salotto nel segno di Tiboni e con gli omaggi a Carlo Vanzina
PESCARA. I Premi Internazionali Flaiano: la festa del cinema, della televisione, del teatro e della letteratura prende vita in piazza Salotto a Pescara puntuale alle 20.30, nonostante che attraversare il red carpet per attori, scrittori e giornalisti premiati sia un allegro percorso a ostacoli tra selfie con fan, richieste di autografi, strette di mano, complimenti di un pubblico come sempre numeroso e caloroso.
Questa 45ª edizione è la prima senza Edoardo Tiboni, il fondatore dei Premi Flaiano scomparso pochi mesi fa, e a lui va il primo ricordo, affidato alla figlia Carla, che ha preso le redini della manifestazione: «Gli sarebbe piaciuta questa edizione», dice, «perché segue il solco che lui ha tracciato, perché è ancora nel cuore della città e diventa sempre più internazionale con premiati come Storaro e Ben Pastor, per la vicinanza delle istituzioni ma pure di sponsor privati che segnano l’importanza della territorialità, il fatto che la cultura ha bisogno di loro come loro, le aziende del territorio, hanno bisogno della cultura».
Un’altra assenza che si avverte forte nella grande serata del cinema è quella di Carlo Vanzina: lunghi applausi, dediche dei vincitori (su tutte quella di Francesco Montanaro: «Un onore averlo conosciuto, gli devo molto») e parole affettuose per il regista , scomparso ieri. Il fratello Enrico proprio sabato era a Pescara nell’ambito della rassegna per presentare il suo libro, «generoso e professionale, particolarmente vicino al Flaiano, è nella giuria dei Premi», ha ricordato Carla Tiboni. Ad uno ad uno salgono poi sul palco i vincitori. Una splendida Elena Sofia Ricci, «felice del premio per il teatro (Vetri rotti ndr), perché io nasco con il teatro,». Una intensa Monica Guerritore: «Ricevere il Pegaso d’Oro mi emoziona sempre». E poi l’omaggio di Vincenzo Storaro a Flaiano: «Senza di lui Fellini non sarebbe stato Fellini». Ben Pastor, la grande scrittrice, ci tiene a rimarcare le proprie origini abruzzesi (Il suo Morto in piazza è ambientato nella regione): «I legami importanti sono qui, con i miei vivi e con i miei morti. Puoi andare nel mondo, ma se hai una goccia di sangue abruzzese prima o poi torni». Radici abruzzesi rivendicate con orgoglio anche da Luca Ward: «La mia mamma è di Carsoli», esulta, « e così il Pegaso mi rende più felice». Il regista Riccardo Milani, direttore del Flaiano Film Festival, consegna il Pegaso a Filippo Timi e Sebastiano Mauri e raggiante commenta: «Vogliamo riportare il cinema tra la gente, le cinquemila presenze del Flaiano Film Festival sono un ottimo inizio».