L’Abruzzo rurale ricostruito negli scatti di Giorgio Marcoaldi

12 Giugno 2016

PESCARA. Giorgio Marcoaldi, fotografo, nel 2014 ha presentato nuove letture dell'Abruzzo, di un certo patrimonio materiale e immateriale del suo territorio o meglio delle memorie di quello stesso...

PESCARA. Giorgio Marcoaldi, fotografo, nel 2014 ha presentato nuove letture dell'Abruzzo, di un certo patrimonio materiale e immateriale del suo territorio o meglio delle memorie di quello stesso patrimonio, con la mostra e il libro "Abruzzo un viaggio nel tempo" (CEMultimedia, 2013, pagg. 141). Un libro bilingue, in italiano e inglese, che ha raccolto più di 100 scatti dell'autore ricognitivi degli stessi luoghi ricordati dall'etnografa inglese Estella Canziani (1887-1964), protagonista di un viaggio in Abruzzo nel 1913. Oggi dopo due anni di lavoro, sedicimila chilometri percorsi, 46 località visitate e 81 modelli messi a fuoco, Giorgio Marcoaldi torna con una nuova operazione culturale, un lavoro dai grandi numeri, “Abruzzo, Terra di Emozioni” (MG edizioni, 2016, pagg. 132). Attraverso 59 quadri fotografici il nuovo volume di Marcoaldi, racconta altrettante storie di gente abruzzese, un cammino per immagini che rappresenta un’unica grande narrazione storica dai Sanniti fino ai giorni nostri. Sono location tipiche poco conosciute, nascoste nella nostra regione, a fare da sfondo a modelli non professionisti immortalati in scene di vita quotidiana, in ambienti domestici immutati nel tempo. Personaggi, ritratti sempre al buio, che emergono grazie ad un lavoro sulla luce effettuato da Marcoaldi sulla scorta del modello caravaggesco, applicato alla fotografia, una tecnica di illuminazione sperimentale che vuole dar vita a quadri fotografici. Per la realizzazione di questo libro Marcoaldi ha collaborato con gli orafi pescaresi Giampiero e Fabio Verna. Il volume, arricchito dal contributo testuale di Lucia Arbace, direttore del Polo Museale dell’Abruzzo- Mostra fino al 25 giugno al Museo delle Genti d’Abruzzo (dal lunedì al sabato ore 10-14, dal giovedì al sabato anche dalle 18:30 alle 22).

Giorgio D’Orazio