L’Accademia di Belle arti riparte nel segno di Mauri

L’AQUILA. Nel segno di Fabio Mauri, per oltre venti anni insegnante di Estetica dell’Accademia di Belle arti dell’Aquila. A lui, scomparso nel maggio del 2009, è dedicato il nuovo padiglione che...
L’AQUILA. Nel segno di Fabio Mauri, per oltre venti anni insegnante di Estetica dell’Accademia di Belle arti dell’Aquila. A lui, scomparso nel maggio del 2009, è dedicato il nuovo padiglione che verrà inaugurato contestualmente all’apertura del nuovo anno accademico, venerdì alle ore 11.
“Un caro affettuoso saluto a tutto voi da Fabio Mauri” è il titolo dell’esposizione, curata da Maria D’Alesio, con chiaro riferimento alla frase che chiude una lettera spedita dal maestri dell’avanguardia italiana – nonché scrittore e drammaturgo – ai suoi studenti durante un lungo periodo di malattia. Un messaggio in cui l’artista si è sentito quasi in dovere di scusarsi con i giovani allievi per la sua assenza obbligata, non senza cogliere l’occasione di esortarli a lavorare e andare avanti nei loro progetti.
Ospite d’onore della cerimonia e dell’apertura della mostra sarà Achille Mauri, presidente di Messaggerie Italiane, editore e distributore di libri, fratello dell’artista, che terrà un intervento dal titolo “Santo no”. La cerimonia di inaugurazione è in programma nel teatro dell’Accademia con interventi del presidente Rinaldo Tordera e della direttrice Maria D’Alesio che faranno il punto sull’attività didattica e formativa dell’accademia aquilana, sui progetti svolti e quelli da attuare per rendere l’istituzione di alta formazione artistica sempre di più punto di riferimento per il territorio. Subito dopo l’apertura del nuovo anno accademico sarà inaugurata la mostra dedicata a Fabio Mauri e allestita sia nel foyer del teatro sia nel nuovo padiglione che sarà inaugurato contestualmente all’esposizione.
La mostra, sostenuta dalla Fondazione Carispaq, racconta il rapporto ventennale tra Mauri e l’Accademia di Belle arti. All’interno del teatro sono raccolti documenti, manifesti, il plastico del teatrino, scenografie, costumi di “Gran serata futurista 1909-1930”, performance portata in scena il 4 giugno del 1980 al teatro comunale dell’Aquila con l’allora docente Giancarlo Gentilucci regista. Inoltre, per la prima volta, vengono proiettati i filmati che documentano la versione aquilana dell’opera; quella romana del 1982 accompagnata da un’intervista all’artista, e la versione milanese, sempre nello stesso anno (della versione del 1986 a Venezia non esistono filmati ed è da questa data che l’opera non è stata più rappresentata). Nel nuovo padiglione dell’Accademia che viene dunque intitolato a Mauri, la mostra prosegue attraverso tre sale con raccolti omaggi alle collaborazioni di Mauri col territorio, anche con il Muspac (Museo sperimentale di arte contemporanea) di Enrico Sconci. Esposti anche lavori e scritti che assumono compiutezza immersiva ed emotiva. Venerdì e sabato la mostra sarà aperta al pubblico tutto il giorno, fino alle ore 18. Dal 29 novembre al 22 dicembre poi, la mostra sarà visitabile negli orari di apertura dell’Accademia. Mauri ha iniziato a lavorare in Accademia nell’anno accademico 1979-80 e in pochi mesi ha coinvolto gran parte delle scuole e degli studenti per realizzare “Gran serata futurista”. Rimarrà in Accademia fino al suo pensionamento nel 1996 .