L’Altissima Luce di Fresu e Di Bonaventura

4 Ottobre 2017

L’AQUILA. Torna a L’Aquila il trombettista Paolo Fresu, animatore della grande kermesse jazz in sostegno delle popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto. Questa volta l’occasione è l’evento...

L’AQUILA. Torna a L’Aquila il trombettista Paolo Fresu, animatore della grande kermesse jazz in sostegno delle popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto.
Questa volta l’occasione è l’evento di chiusura della rassegna Musica e Architettura della Società aquilana dei concerti Barattelli in programma stasera con inizio alle ore 21 nella basilica di San Bernardino da Siena.
Presentato con il titolo “Altissima Luce” ed eseguito per la prima volta ad Umbria Jazz, nel 2016, nella Basilica di San Pietro a Perugia,il concerto di questa sera è un progetto unico e singolare che Paolo Fresu condivide con uno dei più bravi bandoneonisti italiani, Daniele Di Bonaventura: insieme firmano particolari e unici arrangiamenti jazz originali liberamente ispirati al Laudario di Cortona.
Cortona, straordinaria città medievale, ha la fortuna di conservare ancora oggi uno degli esempi più evidenti di produzione musicale paraliturgica prodotta dalla confraternita di Santa Maria delle Laude della chiesa di San Francesco. La datazione del Manoscritto 91, conosciuto come Laudario di Cortona appunto, non è del tutto chiara: secondo alcune fonti si pensa che sia databile intorno al 1250; secondo altre, invece, potrebbe risalire al periodo compreso tra 1270 e 1290. Il suo ritrovamento, avvenuto nel 1876 per mano di Girolamo Mancini, fa del manoscritto uno dei pochissimi esempi di Laudario composto da testo e musica. E’ costituito da 171 pagine in pergamena contenente 47 laudi di cui 46 con testo e musica: straordinario documento del primo volgare italiano di natura devozionale. Qui si inseriscono nell’ordine: una super band di jazzisti, un’orchestra da camera e un coro. In scena, stasera, ci si saranno Paolo Fresu (tromba, flicorno ed effetti), Daniele Di Bonaventura (bandoneon ed effetti), Marco Bardoscia (contrabbasso), Michele Rabbia (percussioni e laptop), l’Orchestra da camera di Perugia e il gruppo vocale Armoniosoincanto.
La serata proporrà la duecentesca testimonianza della religiosità popolare riletta con il linguaggio universale del jazz.
«Quando Paolo Franceschini, il primo violino dell'Orchestra da camera di Perugia me lo ha proposto», racconta Paolo Fresu, «ho pensato che era una cosa folle, ma in fondo il jazz è una cosa folle. Certo è che queste musiche toccano il cuore».
Con questo evento a L’Aquila, a ingresso libero, si chiude l’edizione 2017 della rassegna Musica e Architettura che si è svolta nel corso dell’estate in luoghi simbolici del territorio aquilano (come ad esempio le Grotte di Stiffe) e dell’Italia centrale colpiti dal terremoto, fra i quali il borgo di Castelluccio di Norcia in Umbria.
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