L’altra faccia del mito di Orfeo in versi

Silvia Elena Di Donato presenta il suo libro di poesie “La maschera di Euridice” oggi a Pescara
Sarà presentato oggi alle ore 17.30 alla sala della Figlia di Iorio della Provincia di Pescara, il libro di poesie “La maschera di Euridice” di Silvia Elena Di Donato, pubblicato da da Masciulli Editore. Alla presentazione parteciperanno il presidente della Provincia, Antonio Zaffiri, la consigliera provinciale Leila Kechoud, la presidente della Commissione pari opportunità della Provincia, Romina Di Costanzo, con interventi critici di Bruno Imbastaro e Federico Leoni. Alcune letture recitate, il sottofondo del flauto di Stefano Circeo e l’allestimento artistico di Zopito De Fabritiis faranno da corona all’avvenimento.
Nella “Maschera di Euridice” Silvia Elena Di Donato ha voluto riesumare l'antico mito di Orfeo, caro a tutti i poeti, ma all'incontrario, dal punto di vista della donna, cioè di Euridice, quasi volendo ribaltare un mito, quello della donna angelo, che da sempre caratterizza la poesia come tradizione. Ora però nell’autrice della “Maschera di Euridice” la donna non è oggetto di poesia, come nella tradizione letteraria, a partire dagli elegiaci latini, per passare attraverso gli stilnovisti fino almeno a Montale. Ora la donna prende la parola, ed Euridice in questi versi prende la parola per mostrarci un nuovo simbolismo. Un universo raffinato, la poetessa la definisce come una «solitudine sorgiva», che in altri versi diventa «qualcosa di ultimo». Visioni che nascondono un gran bisogno di autenticità, di rivelazione, anche di apertura, di vita più profonda, vita spirituale si intende, come testimonia la poesia “La porta del silenzio”, dove si auspica un'epifania, un'apparizione che possa rivelare altro e innalzare ad altro. Del resto, questa non è che una delle tante possibilità a cui si dona la poesia di Silvia Di Donato, che sembra alla ricerca costante di nuove forme e di nuovi contenuti, non esclusa la prospettiva religiosa. Questa fa capolino verso le poesie finali, e nella figura di San Francesco, evocata come anima pura, rivela il carattere laico della citazione. Nel santo di Assisi la poetessa infatti vede più che altro un’amplificazione della vita, che è poi lo scopo della sua poesia, alla ricerca costante di un equilibrio. Lo dimostra anche la figura retorica dell’elencazione, spesso usata quasi a voler accennare ad altri possibili sviluppi non esplicitati, il che è tacito anche nella scelta del verso breve.
©RIPRODUZIONE RISERVATA