L’anno nuovo porta tante esordienti

3 Gennaio 2023

Scrittrici alle prese con famiglia e amore: da Mackie a Poli, da Gambazza a Lopez

Si trovano soprattutto voci di nuove scrittrici tra gli esordi di narrativa italiana e straniera del 2023. E la famiglia con le sue luci e ombre, i suoi segreti ed eredità è, insieme all’amore, l’argomento dominante.
La londinese Bella Mackie, nell’esilarante e dark “Come uccidere la tua famiglia” (Harper Collins), grande successo editoriale inglese da 500 mila copie vendute in meno di un anno, mette in scena una satira bruciante sulle famiglie disfunzionali e sui privilegi di classe, senza risparmiare una critica feroce all'ossessione dei media per l’universo del crimine. Mentre la brasiliana Angélica Lopes nel suo primo romanzo per adulti “La maledizione della famiglia Flores” (Mondadori) ripercorre il destino di 7 generazioni al femminile attraverso i fili di un prezioso merletto. Una storia di donne che con ago e filo inventano un linguaggio segreto per aiutare una di loro a sfuggire un marito violento. Sara Gambazza, che è nata a Parma, vive a Noceto dove fa l’infermiera, nel suo primo romanzo “Ci sono mani che odorano di buono” (Longanesi) dà vita a una periferia simbolo delle fragilità e delle contraddizioni di tante periferie italiane attraverso la storia di Bina, 83 anni, che aspetta il nipote su una panchina al freddo. Di Raphaela Edelbauer, tra i maggiori talenti letterari della scena europea, nata a Vienna nel 1990 e cresciuta nella Bassa Austria, Rizzoli pubblica “La terra liquida” con cui ha esordito a 29 anni raccontando la storia di Ruth, fisica teorica alla quale comunicano che i genitori sono appena morti e che vogliono esser sepolti nel paese della Bassa Austria dove sono nati ma dove non l’hanno mai portata. Lilja, studentessa universitaria innamorata di un ragazzo intelligente e bellissimo, che cita Derrida e cucina pasti vegetariani, traditore seriale e narcisista, è la protagonista di “Lui mi ama” (Mondadori), esordio dell’islandese Thóra Hjörleifsdottir. Della finalista al Premio Calvino 2021 Stella Poli, nata a Piacenza nel 1990, arriva il fulminante esordio “La gioia avvenire” (Mondadori), riflessione coraggiosa sul consenso, sulla fallibilità della giustizia umana e sulla persistenza delle ferite. Una rivelazione anche Jocelyn Nicole Johnson, che vive a Charlottesville, in Virginia, e insegna arte, che con “Monticello e altre storie” (Bompiani), romanzo breve più 5 racconti sull’essere neri nell'America di oggi, si è guadagnata il plauso della critica e una trasposizione per Netflix. Tra gli esordi italiani quello della padovana Manuela Faccon con “Vicolo Sant'Andrea 9” (Feltrinelli), romanzo intenso sulla dignità al femminile, su cosa può aver significato negli anni '40-'50 essere una donna non sposata. Maria Castellitto (Roma 1997, laurea in Filosofia, in “Menodramma” (Marsilio) tra toni nichilisti e comici, ci racconta di Duna, che tra la vita di adesso, a Londra, senza più un amore, e la vita di poi, fa i conti con un proiettile e una vittima. È ambientato sulla riviera romagnola il brillante esordio di Andrea Zani (Cesena 1991) che in «Parlami» (Fazi) ci racconta una famiglia cambiata dall’arrivo di un figlio speciale.