L’Aquila Doq Film Festival: sguardo sul reale

16 Ottobre 2021

Clima, migrazioni, omofobia, intelligenza artificiale e giornalismo al centro dei documentari (pluripremiati) proposti

L’AQUILA. Il pluripremiato “Now” di Jim Rakete, “Flee” del danese Jonas Poher Rasmussen, vincitore del Biografilm Festival 2021, e “Marx può aspettare” di Marco Bellocchio. Questi i titoli protagonisti della quinta edizione della kermesse L’Aquila Doq Film Festival, dedicata al cinema documentario e al reportage giornalistico. Proiezioni, incontri e confronti tematici su temi distinti come le migrazioni, l’intelligenza artificiale e la vita eterna, il global warming e l’attivismo giovanile, l’omofobia, le donne nell’Isis, il disagio psicologico oltre che le questioni di genere. Tutti gli appuntamenti all’Auditorium del Parco.
Si parte lunedì 18 ottobre con “Sponde” di Paolo Sideri. Al centro della vicenda c’è un ragazzo di 22 anni che prova un costante senso di inadeguatezza, dovuta al suo complesso rapporto con la madre, ignara della sua omosessualità, e al conflitto che vive con la sua città natale, Lanciano. Interviene Daniele Segre. In serata spazio a “Now” che vede al centro l’attivismo giovanile per un futuro sostenibile, da Greta Thunberg al gruppo Extinction Rebellion. Si cerca di usare ogni mezzo per risvegliare i politici e il resto della popolazione sui temi del cambiamento climatico che condizionerà il futuro di tutti. “Now” è un film sulla forza dei giovani attivisti, sulla loro paura del cambiamento climatico e sulla volontà di trovare modi nuovi e alternativi per vivere. Martedì, alle 18.45 ci sarà la presentazione di “È reale? Guida empatica del cinedocumentarista” (Artdigiland), il volume di Gianfranco Pannone. Sarà presente lo stesso autore.
In serata spazio a “Flee” di Rasmussen che racconta la storia di Amin, un uomo di 36 anni che in giovanissima età è fuggito dalla sua città, Kabul, per trovare rifugio a Copenaghen. Oggi Amin è un accademico affermato e sta per sposarsi con l’amore della sua vita, ma nasconde il suo passato di rifugiato. Mercoledì alle 18 verrà proiettato “Il sale della Terra” di Wim Wenders. Previsto l’intervento di Danilo Balducci, fotografo e docente dell’Accademia delle Belle arti , e di Fanny Nina Borel, curatrice della mostra digitale del Maxxi L’Aquila dedicata al fotografo brasiliano Sebastião Salgado. In serata, spazio a “Barattoli di latta” di Stefano Ianni, un film documentario che racconta la storia d’amore di Maurizio e Federica attraverso un linguaggio filmico intimo e sperimentale. Due persone dal passato difficile, che la vecchia psichiatria ha “curato” e la moderna società ha facilmente dimenticato. Intervengono, insieme al regista, lo psicologo e docente Enrico Perilli, lo psicoterapeuta Alessandro Sirolli (180 amici), in un incontro moderato da Patrizia Passi, anche lei psicologa.
Venerdì 22 ottobre, ore 18.30, spazio a “The Brain” di Jean-Stéphane Bron, un focus sull’intelligenza artificiale e sul rapporto uomo-macchina. Alle 21 ecco “Marx può aspettare” di Bellocchio, documentario sulla famiglia del regista già ospite in passato del Festival cittadino e Palma d’Oro d’Onore all’ultimo Festival di Cannes. L’opera si sofferma su Camillo, il gemello di Marco, morto il 27 dicembre 1968. Sabato 23, giornata conclusiva, vedrà alle 17.30 la proiezione di “Il terribile inganno” di Maria Arena, racconto in prima persona di Maria, cinquantenne, moglie, madre e lavoratrice, che attraverso l’incontro con le pratiche femministe del movimento “Non una di meno” di Milano, fa un bilancio sull’essere donna oggi. A seguire un dibattito con la regista e le rappresentanti del collettivo Fuori genere. Alle 21, la proiezione di “Sabaya” di Hogir Hirori che rende giustizia dell’impegno di un gruppo di uomini che lotta per salvare donne e ragazze dalla furia dell’Isis che vuole trasformarle in schiave sessuali.